Le navi romane di Nemi: la Svezia incontra Alberto Silvestri

Roma – Nella mattinata di Domenica 3 aprile la Locanda Martorelli di Ariccia è stata teatro dell’incontro tra gli artisti e storici svedesi Magnus Bartas e Fredrik Ekman, accompagnati dalla pittrice Nina Jonsson Qi, e lo storico delle antichità Alberto Silvestri.
Gli artisti ed autori svedesi stanno lavorando alla redazione di un saggio che ha per oggetto la storia delle navi romane di Nemi e hanno voluto per questo incontrare il Silvestri, autore dell’articolo “Le due navi romane di Nemi e l’iscrizione res traditae fanis utrisque” pubblicato dalla rivista “Lazio ieri e oggi” e sul sito Academia.edu.

Proprio l’epigrafe indicata nel saggio di Alberto Silvestri, datata I sec. d.C. e rinvenuta nel 1870 in giacitura secondaria all’interno del santuario di Diana a Nemi, getta nuova luce sulla funzione degli scafi rinvenuti sul fondo del bacino nemorense tra il 1929 e il 1931: i due santuari (fana) qui menzionati non sarebbero infatti da cercare sulla terra ferma ma proprio nelle due navi.
Lo studio esclude così la suggestiva ipotesi dell’esistenza di una terza nave ancora giacente sul fondo dello speculum dianae.

L’incontro ha rappresentato una proficua occasione per lo scambio di opinioni tra studiosi appartenenti a nazioni diverse, confermando così la vocazione europea della Locanda Martorelli, centro e sede del Museo del Grand Tour.

Fonte immagine : Museo delle Navi Romane di Nemi / Facebook
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(Nella foto in copertina, da sinistra verso destra, l’artista e storico svedese Magnus Bartas insieme allo storico delle antichità Alberto Silvestri, alla pittrice Nina Jonsson Qi e all’artista e storico Fredrik Ekman)

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