Ambulanza a Lavinio Stazione dopo denuncia dei residenti su rissa e tensioni in strada

Lavinio Stazione, caos in strada: “Rissa di tre ore, feriti e residenti chiusi in casa”

Nuova denuncia del Comitato Volontario “Lavinio per Lavinio” sul quadrante di Lavinio Stazione. Sandro Fabbri racconta ore di tensione, intervento di ambulanza e Carabinieri, negozianti feriti e residenti esasperati. Un nuovo episodio che si inserisce nel dossier già aperto da Il Marforio sulla sicurezza nell’area.

Lavinio Stazione, caos per le strade del quartiere: “Rissa di tre ore tra spacciatori, feriti e residenti chiusi in casa”

Lavinio Stazione, nuova denuncia dei residenti: “Rissa durata ore”

Una nuova giornata di tensione, paura e rabbia nei pressi di Lavinio Stazione, nel territorio comunale di Anzio. A denunciare l’episodio è Sandro Fabbri, membro del Comitato Volontario “Lavinio per Lavinio”, che in un post pubblicato sui social ha parlato di una situazione ormai fuori controllo nell’area della stazione ferroviaria, tra presunte risse, residenti esasperati, negozi in difficoltà e richieste di intervento più incisive da parte delle istituzioni.

Il post è durissimo e fotografa il clima di esasperazione che una parte del quartiere racconta da mesi. “Lavinio stazione ancora ostaggio degli spacciatori. Rissa di 3 ore e gente terrorizzata chiusa in casa. Negozi chiusi, negozianti feriti. Non ce la facciamo più”, scrive Fabbri, rivolgendosi poi direttamente al sindaco Aurelio Lo Fazio e all’assessore Catello Somma con una richiesta politica pesantissima: “Non parlate di percezione con quei sorrisi stampati in faccia, mentre prendete in giro la gente della stazione. Dimettetevi”.

Parole forti, che vanno lette per quello che sono: una denuncia pubblica del Comitato e dei residenti, non una ricostruzione giudiziaria definitiva. Il riferimento agli “spacciatori”, così come la descrizione degli episodi avvenuti nell’area, resta quindi attribuito a Fabbri e dovrà eventualmente trovare riscontri ufficiali da parte delle autorità competenti. Ma il punto politico e sociale, al netto delle verifiche necessarie, è evidente: Lavinio Stazione torna al centro del dibattito sulla sicurezza urbana ad Anzio.

Lavinio Stazione, il racconto di Sandro Fabbri: ambulanza, Carabinieri e presunto arresto

A rendere ancora più pesante il quadro è un audio inviato privatamente da Fabbri, nel quale il membro del Comitato ricostruisce quanto sarebbe accaduto nel pomeriggio del 21 giugno. Secondo il suo racconto, nella zona si sarebbe verificata una vera e propria “guerriglia”, durata dalle 15 alle 18 circa, con auto danneggiate, negozianti aggrediti e un anziano ferito alla testa.

“Ieri pomeriggio c’è stata una guerriglia vera e propria”, racconta Fabbri nell’audio. Secondo la sua ricostruzione, alcune persone avrebbero danneggiato macchine e colpito anche commercianti della zona, definiti dallo stesso Fabbri “brave persone” che lavorano nei pressi della stazione. Sempre nel racconto, viene citato anche un uomo di circa novant’anni che sarebbe rimasto ferito alla testa.

Nell’area, stando a quanto riferito, sarebbero poi intervenuti ambulanza e Carabinieri. Fabbri parla anche del presunto arresto di un soggetto “esagitato” e della richiesta di applicazione del DASPO urbano, misura che secondo il suo racconto non sarebbe poi stata adottata perché la persona fermata non avrebbe avuto con sé un documento. Anche questo passaggio, evidentemente delicato, necessita di riscontri ufficiali. Ma è proprio su questo punto che la denuncia dei residenti diventa politica: se gli strumenti di prevenzione e allontanamento vengono annunciati, chiedono dal quartiere, perché poi non si riesce ad applicarli nei casi concreti?

La sera successiva, sempre secondo Fabbri, una pattuglia della Polizia Locale sarebbe rimasta nella zona per circa un’ora insieme a un fotografo, documentando la situazione. Dopo il loro allontanamento, però, l’area si sarebbe nuovamente riempita di persone che, secondo la denuncia, avrebbero continuato a stazionare e creare tensione attorno alla stazione. “Noi siamo esasperati”, dice Fabbri nell’audio. Una frase semplice, ma che riassume il sentimento di una parte dei residenti: non più soltanto paura del singolo episodio, ma sfiducia nella capacità di presidiare stabilmente il territorio.

La foto dell’ambulanza e il video ripreso dal locale

A supporto della denuncia sono stati diffusi anche una foto e un video. L’immagine mostra un’ambulanza ferma nei pressi delle attività commerciali, lungo una strada urbana riconducibile all’area di Lavinio Stazione. In primo piano si vedono le strisce pedonali, la carreggiata e alcuni mezzi parcheggiati; sullo sfondo, un edificio con negozi al piano terra. Una scena che non racconta da sola tutta la dinamica, ma conferma almeno la presenza di un intervento sanitario nel quadrante indicato dai residenti.

Il video, invece, è stato ripreso dall’interno del dehors coperto di un locale pubblico, probabilmente un bar o una tavola calda, affacciato direttamente sull’incrocio stradale. Si vedono via di Valle Schioia, le strisce pedonali, il traffico, alcune attività commerciali e persone che si muovono o stazionano nei pressi della carreggiata. A un certo punto, un uomo vestito di bianco si trova al centro della strada, vicino allo spartitraffico e alle strisce pedonali. Poco dopo, un altro uomo con maglietta blu e pantaloncini attraversa e si dirige verso di lui.

Il filmato restituisce un clima di tensione, ma va interpretato con prudenza. Non consente, da solo, di accertare reati, responsabilità, identità delle persone coinvolte o durata complessiva degli episodi denunciati. È però un documento utile per comprendere il contesto urbano nel quale si inserisce la segnalazione: una zona attraversata da traffico, pedoni, attività commerciali e residenti, dove anche un momento di alterazione in mezzo alla carreggiata diventa un problema di sicurezza pubblica e vivibilità quotidiana.

Perché il video è utile ma non basta a chiudere la ricostruzione

Dal punto di vista giornalistico, il video ha un valore preciso: mostra il luogo, il clima e uno dei momenti di tensione denunciati. Non può però sostituire l’attività di verifica delle autorità. Per questo ogni riferimento a risse, feriti, danneggiamenti, arresti o mancata applicazione del DASPO urbano deve restare attribuito alla fonte che lo denuncia, in attesa di eventuali conferme da parte di Carabinieri, 118, Polizia Locale o Comune di Anzio.

Un dossier già aperto su Lavinio Stazione

La vicenda non arriva nel vuoto. Lavinio Stazione è da mesi al centro di segnalazioni, denunce pubbliche e articoli di cronaca locale. Il Marforio aveva già raccontato, il 22 maggio 2026, una notte di caos in via Benedetto Croce, con auto devastate e residenti esasperati che parlavano apertamente di abbandono. Prima ancora, ad aprile, erano stati documentati altri episodi di degrado: il caso dell’uomo nudo in strada, pubblicato il 9 aprile, e la scena choc dell’uomo che defecava davanti a un supermercato, raccontata il 10 aprile.

Il filo rosso tra questi episodi è sempre lo stesso: la difficoltà di garantire sicurezza, decoro e controllo stabile in un’area strategica della frazione di Lavinio, a ridosso dello scalo ferroviario. Non si tratta soltanto di cronaca minuta o di episodi isolati destinati a esaurirsi nel giro di poche ore. Per i residenti e i commercianti, almeno secondo quanto viene denunciato da mesi, la stazione è diventata il simbolo di una frattura più profonda tra vita quotidiana e presenza delle istituzioni.

La questione è delicata anche perché tiene insieme più piani: sicurezza urbana, marginalità sociale, ordine pubblico, attività commerciali, decoro, trasporto ferroviario e percezione di abbandono. Ridurre tutto a una generica “percezione” rischia di irritare ulteriormente chi vive o lavora in zona. Allo stesso tempo, trasformare ogni episodio in una condanna collettiva sarebbe sbagliato e pericoloso. Il punto vero è un altro: chi presidia Lavinio Stazione, con quali strumenti e con quale continuità?

Il 4 luglio la riunione cittadina annunciata dal Comitato

Nel suo audio, Sandro Fabbri annuncia anche una riunione cittadina per sabato 4 luglio alle ore 19. L’obiettivo, nelle intenzioni del Comitato Volontario “Lavinio per Lavinio”, è dare voce ai residenti e portare il caso all’attenzione della politica locale e non solo. Fabbri parla della possibile presenza di esponenti di diverse aree politiche, con l’eccezione, secondo il suo racconto, dell’area attualmente al governo della città.

La riunione potrebbe diventare un passaggio importante per capire se la rabbia dei residenti resterà confinata ai social oppure si trasformerà in una richiesta pubblica organizzata. Dopo mesi di segnalazioni, il quartiere chiede risposte concrete: controlli, presidio, prevenzione, interventi sociali dove necessari e strumenti efficaci contro chi crea pericolo o danneggia attività e cittadini.

Sicurezza, presidio del territorio e risposte istituzionali per Lavinio Stazione

La nuova denuncia su Lavinio Stazione pone una domanda che non può essere liquidata con una formula burocratica: che cosa sta accadendo davvero attorno alla stazione ferroviaria e quale strategia intendono mettere in campo Comune di Anzio, Polizia Locale e autorità competenti?

Il tema non è soltanto stabilire se ogni dettaglio raccontato da Fabbri verrà confermato. Quello è un passaggio doveroso e necessario. Il punto più ampio è capire se una zona frequentata da pendolari, residenti, commercianti e anziani possa continuare a vivere in un clima di tensione ricorrente, dove ogni nuovo episodio alimenta paura, rabbia e sfiducia.

Per questo la vicenda di Lavinio Stazione merita attenzione pubblica. Non per trasformare il disagio sociale in un bersaglio, né per criminalizzare intere categorie di persone, ma per chiedere che lo spazio pubblico torni a essere governato. La sicurezza non è uno slogan da campagna elettorale: è la possibilità, per chi vive e lavora in un quartiere, di uscire di casa, aprire un negozio, attraversare una strada o prendere un treno senza sentirsi abbandonato.

Il Marforio resta a disposizione dell’amministrazione comunale, delle forze dell’ordine e delle autorità competenti per eventuali precisazioni, repliche o aggiornamenti ufficiali sulla vicenda.

 

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