I “botti” di fine anno per il turismo italiano

Roma – Non è difficile immaginare il “regalo” (decisamente poco gradito) che la c.d. variante Omicron sta portando al settore turistico italiano: nel corso delle ultime settimane è divenuto tema di costante attualità per la stampa e per la televisione, oltre ad essere stato oggetto delle preoccupazioni espresse dal presidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli e dal presidente di Fiavet Ivana Jelinic. A conferma delle preoccupazioni degli addetti del settore, una recente indagine di Confturismo-Confcommercio-Swg, basata su dati Istat e Bankitalia, ha mostrato come “l’anno in corso si chiuderà con dati disastrosi per il turismo italiano con almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze che mancheranno all’appello rispetto al 2019 e 13 milioni in meno di viaggi degli italiani all’estero”[1]

I NUMERI – L’allarme diventa ancor più grave se si pensa come soltanto per le vacanze tra Natale, Capodanno ed Epifania, a fronte dei 25 milioni di partenze programmate dalla popolazione appena pochi mesi fa, ne siano state cancellate già 5 milioni mentre all’incirca 5,3 milioni hanno subito ingenti modifiche (es. una minor durata del soggiorno o la scelta di una destinazione più vicina), oltre a 7 milioni di viaggi che restano in sospeso.
Si riduce il numero di turisti in vacanza, si riducono i pernottamenti e si riduce la spesa, una combinazione esplosiva che genera prospettive davvero drammatiche per il turismo in Italia, specialmente per i tour operator, per le agenzie di viaggi e per tutto il sistema ricettivo. Per non parlare del settore HO.RE.CA. che ha visto “piovere” disdette nella ristorazione e la ancora più drammatica situazione del settore dell’intrattenimento associato ai vari servizi con la chiusura delle attività.

I DANNI PER IL SETTORE TURISTICOI botti sono dunque serviti, anche perché il Governo non ha ancora accettato alcuna delle proposte fatte dai professionisti del settore.
Due i punti focali presentati dal mondo del turismo: la proroga fino a giugno 2022 della cassa integrazione concessa alle attività ferme a causa dell’emergenza sanitaria (scadrà ufficialmente domani) e una decontribuzione per il reinserimento lavorativo del comparto organizzato che possa contare almeno su indennizzi certi e immediati per le discoteche, le sole a pagare le conseguenze della recrudescenza del coronavirus con gli ultimi decreti governativi.
Anche il turismo montano ha ricevuto e sta ricevendo disdette in modo costante e alquanto preoccupante: l’UNCEM (Unione dei Comuni Montani) si dichiara estremamente preoccupata poiché consapevole che per il 2020 non sarebbe riuscita ad avere una stagione florida[2] ma quest’anno si è investito in personale, ripristino e manutenzione delle attrezzature sciistiche. Si richiedono da parte di tutte le associazioni turistiche degli aiuti concreti.

GLI AFFLUSSI TURISTICI ESTERI, QUALI PROSPETTIVE? – Inoltre, continuiamo imperterriti a pagare lo scotto dell’immobilismo dell’Agenzia Europea per i Medicinali che non approva la commercializzazione e la distribuzione sul suolo europeo dei vaccini provenienti da Russia e Cina, che vengono invece distribuiti in Sud America (nel caso russo) e in Asia Centrale (nel caso cinese). I vacanzieri provenienti da queste aree rappresentano circa il 50% dei turisti stranieri che di solito scelgono il nostro Paese (Roma, per fare un esempio diretto) come meta preferita. Per sbloccare la situazione basterebbe poco: garantire la libertà di viaggiare senza l’obbligo di fare la quarantena.
Eppure, stando così le cose, il blocco appare più una questione di natura prettamente politica che sanitaria.
Se nel futuro più immediato riusciremo a trovare l’accordo per il riconoscimento reciproco di tutti i vaccini tra i vari Paesi, sicuramente ci sarà una buona ripresa già a partire dalla prossima primavera. Basterebbe d’altronde soltanto sporgere il naso dall’altra parte per vedere cosa è successo in seguito alla riapertura dei voli con gli Stati Uniti d’America: certamente non si è arrivati ai numeri pre-pandemia, ma si è cominciato finalmente a rivedere dei numeri, in questo caso specifico, proprio dall’area statunitense e proprio per questo lo stesso approccio dovrebbe essere applicato nei confronti della Russia e della Cina.

 

Fonte: PriscilaKirsner/Pixabay

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PER ULTERIORI RIFERIMENTI
[1] Confcommercio, Il Covid si “abbatte” sulle vacanze di Natale (29/12/2021)
[2] Il Dolomiti, Covid, valanga di disdette per le vacanze in montagna: “Cancellate il 60% delle prenotazioni” (29/12/2021)

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