Operazione della Polizia di Stato a Fidene: arrestata una donna trovata con dosi di cocaina nel reggiseno e 5.000 euro in contanti. Droga anche nell’abitazione.
Arresto a Fidene per spaccio di cocaina
Nascondeva dosi di cocaina nel reggiseno e circa 5.000 euro in contanti nella borsa: è finita in manette una donna residente nel quartiere Fidene, arrestata dagli agenti della Polizia di Stato nel corso di un normale servizio di controllo del territorio.
L’intervento, condotto dalle pattuglie della Volante, ha permesso di scoprire un giro di spaccio “domiciliare” nel cuore della periferia nord di Roma, dove la donna avrebbe gestito parte delle consegne direttamente da casa.
Il controllo e la scoperta della cocaina
Gli agenti, durante un controllo di routine, hanno intimato l’alt a un’auto con a bordo la donna e il suo compagno. L’evidente nervosismo di entrambi ha spinto i poliziotti ad approfondire la verifica.
L’uomo, risultato privo di precedenti e senza sostanze illecite addosso, è stato rilasciato. La donna invece appariva agitata e si toccava ripetutamente la maglia all’altezza del petto: un gesto che ha insospettito gli agenti.
Droga nel reggiseno e 5.000 euro in contanti
La perquisizione personale ha confermato i sospetti: nel reggiseno erano nascoste alcune dosi di cocaina, mentre nella borsa la donna teneva circa 5.000 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, senza saperne giustificare la provenienza.
Il blitz nelle abitazioni di Fidene
Il controllo è proseguito presso le abitazioni della coppia. Nell’appartamento della donna, gli agenti hanno rinvenuto altra cocaina nascosta in una scatola vicino all’ingresso. È stata la stessa indagata a indicarla spontaneamente appena aperta la porta.
Nella casa del compagno, invece, sono stati trovati soltanto contanti suddivisi in banconote da 500 euro, senza tracce di sostanze stupefacenti.
Arresto e indagini in corso a Fidene
La donna è stata arrestata perché gravemente indiziata del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo la convalida da parte dell’Autorità Giudiziaria, è stata associata in carcere.
Le autorità ricordano che, in questa fase, l’indagata è da considerarsi innocente fino a condanna definitiva.


