Struttura dell’Ex Mira Lanza a Marconi con Gazometro dell’Ostiense sullo sfondo e riquadro delle recinzioni divelte

Ex Mira Lanza, recinzioni divelte e varchi aperti: a Marconi lo studentato resta nel limbo

Nuova segnalazione sull’ex Mira Lanza a Marconi: recinzioni divelte, varchi aperti e persone visibili all’interno dell’area destinata al futuro studentato Roma Tre. Marco Palma, vicepresidente del Consiglio del Municipio XI, chiede sopralluogo, bonifica urgente e messa in sicurezza.

Ex Mira Lanza, nuova segnalazione a Marconi

Recinzioni divelte, rete arancione da cantiere schiacciata a terra, vegetazione alta e varchi aperti verso l’interno dell’ex complesso industriale. A Marconi torna l’allarme sull’Ex Mira Lanza, l’area destinata a diventare uno studentato pubblico di Roma Tre, ma che continua a mostrare sul campo i segni di una fragilità mai del tutto superata.

La nuova segnalazione arriva da Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio XI di Roma Capitale, che nella mattinata di martedì 16 giugno 2026 ha inviato una comunicazione alla Polizia Locale dell’XI Gruppo Marconi, al Dipartimento Ambiente, all’assessorato capitolino al Patrimonio e Casa e al Front Office SOS. L’oggetto della segnalazione è chiaro: verificare la situazione agli ingressi lato Teatro India e via Avogadro, dove sarebbero presenti recinzioni divelte e possibili presenze all’interno dell’area.

Il caso non è nuovo. L’Ex Mira Lanza è da anni uno dei simboli più evidenti della difficile rigenerazione urbana del quadrante Marconi-Ostiense: un’ex area industriale di grande valore storico, affacciata sul Tevere e vicina al Teatro India, sospesa tra annunci di rinascita, progetti pubblici, roghi, degrado, occupazioni informali e richieste ricorrenti di bonifica.

La differenza, questa volta, è il momento. Perché il nuovo materiale arriva dopo l’approvazione del progetto dello studentato e dopo l’annuncio dell’avvio della bonifica interna. Proprio per questo, le immagini delle recinzioni abbattute e dei varchi aperti impongono una domanda concreta: a che punto è davvero la messa in sicurezza dell’Ex Mira Lanza?

Ex Mira Lanza: recinzioni divelte, varchi aperti e presenze nell’area

Le immagini inviate da Palma mostrano una situazione difficile da derubricare a semplice incuria momentanea. Nella foto principale si vedono la storica ciminiera dell’ex stabilimento, gli edifici industriali in mattoni e, in primo piano, una recinzione arancione da cantiere abbattuta, con aste metalliche piegate o finite a terra. La vegetazione è alta, secca in diversi punti, e l’impressione è quella di un perimetro non più realmente protetto.

Il primo video conferma il problema della tenuta delle barriere. La rete da cantiere, con la dicitura “lavori in corso”, appare schiacciata e non più in grado di impedire l’accesso. Alle spalle della recinzione si intravede un’area interna incolta, con sterpaglie, detriti e materiali abbandonati. Non è solo un problema estetico: un varco aperto in un’ex area industriale, ancora interessata da bonifica e messa in sicurezza, pone questioni evidenti sul controllo degli accessi, sulla tutela delle persone e sulla responsabilità della custodia del sito.

Cosa mostrano foto e video

Ancora più delicato è il secondo filmato. Il video mostra porticati e strutture in mattoni dell’ex complesso, segnati da graffiti, incuria, erbacce e sporcizia. Nel filmato si sente una voce affermare che alcune persone sarebbero “rientrate” dentro la Mira Lanza e avrebbero “rioccupato” l’area. Dalle immagini si intravedono effettivamente alcune persone all’interno, ma sul punto è necessario mantenere prudenza: allo stato, non risultano provvedimenti ufficiali noti alla redazione che accertino formalmente una nuova occupazione abusiva.

Il dato giornalisticamente rilevante, però, resta: nell’area dell’Ex Mira Lanza risultano visibili varchi aperti e persone presenti all’interno, mentre il sito è al centro di un progetto pubblico di riqualificazione già approvato. È su questo scarto tra progetto istituzionale e realtà visibile sul campo che si concentra la nuova denuncia politica.

La richiesta di Palma: bonifica, sicurezza e presa in carico sociale

Nella segnalazione inviata agli uffici competenti, Palma chiede un sopralluogo per verificare la situazione e determinare una urgente bonifica e la messa in sicurezza dell’area cantiere e dei luoghi. Il consigliere inserisce anche un passaggio rilevante sugli eventuali occupanti: la richiesta non è solo di controllo, ma anche di possibile trasferimento all’interno del circuito di assistenza previsto da Roma Capitale attraverso la Sala Operativa Sociale.

È un punto importante, perché sposta il tema dal semplice allarme degrado a un piano più complesso. Da una parte c’è la sicurezza di un’area industriale dismessa, esposta a intrusioni, incendi e danneggiamenti. Dall’altra c’è la presenza possibile di persone fragili o senza fissa dimora, che non può essere trattata solo come questione di ordine pubblico, ma richiede anche strumenti sociali, assistenza e presa in carico.

Palma, nel commento politico allegato alla segnalazione, parla di cantiere che appare in stallo anche sulla parte dell’accordo tra Roma Capitale e Roma Tre per lo studentato. Richiama poi l’area di proprietà di DiSCo Lazio, sulla quale riferisce di non avere notizie recenti, ricordando un precedente sopralluogo con l’assessore regionale Fabrizio Ghera e con il presidente Simone Foglio. L’obiettivo, secondo la ricostruzione del consigliere, sarebbe quello di costruire una riqualificazione integrata, capace di restituire finalmente spazi fruibili ai cittadini di Marconi dopo oltre cinquant’anni di immobilismo, degrado e roghi tossici.

Il nodo, dunque, non riguarda solo una recinzione caduta. Riguarda la capacità delle istituzioni di trasformare l’Ex Mira Lanza da vuoto urbano problematico a spazio pubblico realmente rigenerato.

Ex Mira Lanza, lo studentato Roma Tre approvato dal Campidoglio

Il progetto di recupero dell’Ex Mira Lanza non è più una semplice ipotesi. Il 9 aprile 2026 l’Aula Giulio Cesare ha dato il via libera alla concessione trentennale dell’ex complesso industriale all’Università Roma Tre. L’atto era già stato approvato dalla Giunta Gualtieri, ma l’approvazione dell’Assemblea Capitolina ha formalizzato il passaggio necessario per avviare il progetto dello studentato pubblico.

Secondo quanto emerso dalla ricostruzione pubblicata da RomaToday, l’ex complesso dovrebbe diventare uno studentato da circa 300 posti letto, con servizi culturali e ricreativi e una foresteria per docenti in visita. L’investimento stimato è di circa 30 milioni di euro, con l’obiettivo di rifunzionalizzare un’area industriale dismessa da decenni e inserirla nel più ampio processo di trasformazione del quadrante Marconi-Ostiense lungo il Tevere.

L’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha presentato la delibera come una scelta politica precisa: restituire alla città luoghi abbandonati e degradati attraverso interventi di rigenerazione urbana, culturale e sociale. Parole che, lette oggi insieme alle immagini delle recinzioni divelte, rendono ancora più evidente il bisogno di capire a che punto sia il passaggio dalla fase degli atti amministrativi alla fase concreta del cantiere, della bonifica e della vigilanza.

Il nodo della bonifica interna annunciata ad aprile

Il passaggio più delicato riguarda i tempi della bonifica. Secondo quanto riportato ad aprile, per consentire a Roma Tre di prendere possesso del sito e avviare la riqualificazione era necessario completare prima la bonifica dell’area. L’area esterna risultava già ripulita da rifiuti e vegetazione infestante, mentre mancava l’interno, anche a causa dell’ennesimo incendio che aveva rallentato il completamento degli interventi.

Sempre secondo quella ricostruzione, dall’assessorato capitolino veniva indicato l’avvio della bonifica interna per il 20 aprile 2026, con una durata prevista di 60 giorni. A metà giugno, quindi, quel cronoprogramma sarebbe teoricamente vicino alla sua fase conclusiva o comunque in pieno svolgimento avanzato.

È qui che nasce la domanda centrale: se la bonifica era stata annunciata con quei tempi, come si concilia la situazione documentata il 16 giugno con le immagini di recinzioni divelte, varchi aperti e presenze nell’area? La questione non consente conclusioni affrettate. Non si può affermare, senza una risposta ufficiale, che il cronoprogramma sia saltato. Ma è certamente legittimo chiedere a Roma Capitale, Roma Tre e agli uffici competenti quale sia oggi lo stato reale degli interventi.

I precedenti raccontati da Il Marforio

Il nuovo episodio non arriva nel vuoto. L’Ex Mira Lanza è già stata al centro di diversi articoli de Il Marforio, che negli ultimi mesi ha seguito il dossier raccontando sia le prospettive di rilancio sia le criticità quotidiane vissute dai residenti del quadrante.

Nel novembre 2025, Il Marforio aveva documentato i roghi nell’ex complesso, l’odore acre avvertito dai cittadini e le richieste politiche di un intervento urgente per bonifica e messa in sicurezza. In quei giorni Palma e altri esponenti di Fratelli d’Italia avevano chiesto un tavolo istituzionale, coinvolgendo Comune, Regione, Prefettura e Ministero dell’Interno, per affrontare una situazione considerata ormai non più rinviabile.

Ad aprile 2026, mentre il progetto dello studentato otteneva il via libera istituzionale, Il Marforio aveva raccontato il contrasto tra il rilancio annunciato e il degrado ancora visibile: rifiuti, topi, cassonetti sovraccarichi, sacchi abbandonati e segnalazioni dei residenti. Pochi giorni dopo, un altro articolo aveva documentato il ritorno di tende e presenze informali nell’area, con accessi segnalati soprattutto da via Einstein, mentre il futuro studentato restava, nella percezione del quartiere, ancora lontano dalla sua effettiva realizzazione.

Questa continuità è essenziale per leggere la nuova segnalazione. Non siamo davanti a un episodio isolato, ma all’ennesimo capitolo di una vicenda urbana dove gli annunci di rigenerazione convivono con problemi ricorrenti di sicurezza, controllo, decoro e tutela sociale.

Parco Papareschi e area DiSCo Lazio, la rigenerazione ancora attesa

Nel progetto complessivo non c’è solo lo studentato. La trasformazione dell’Ex Mira Lanza si intreccia anche con la nascita del futuro Parco Papareschi, indicato come il primo vero parco pubblico di Marconi: circa 1,5 ettari di verde da sottrarre al degrado e restituire alla cittadinanza dopo la bonifica dei terreni.

È un passaggio strategico per il quartiere. Marconi è una delle zone più dense e urbanizzate di Roma, storicamente segnata dalla presenza di grandi funzioni industriali lungo il Tevere e oggi chiamata a una complessa riconversione urbana. Recuperare l’Ex Mira Lanza significherebbe non solo offrire posti letto agli studenti, ma anche costruire nuovi spazi pubblici, culturali e verdi in un’area che per troppo tempo è rimasta chiusa, degradata e percepita come insicura.

Resta però aperto il capitolo dell’area regionale legata a DiSCo Lazio. Palma richiama la necessità di una riqualificazione coordinata, capace di non lasciare pezzi separati di territorio in condizioni differenti. Il rischio, altrimenti, è quello di procedere per compartimenti stagni: da una parte il futuro studentato, dall’altra aree ancora incerte, non pienamente integrate in un piano visibile e comprensibile per i residenti.

Ex Mira Lanza: le domande aperte su cronoprogramma e sicurezza

La nuova segnalazione sull’Ex Mira Lanza riapre quindi una serie di domande precise. La bonifica interna è partita davvero il 20 aprile? È ancora in corso? Le recinzioni divelte sono state già ripristinate o risultano tuttora un punto debole del perimetro? Chi è oggi responsabile della vigilanza dell’area? Roma Tre ha già preso possesso del sito o attende ancora la conclusione degli interventi preliminari? E quale sarà il ruolo effettivo di Roma Capitale e Regione Lazio nella gestione delle aree collegate alla futura riqualificazione?

Sono domande che non cancellano il valore del progetto approvato. Al contrario, lo rendono ancora più urgente. Perché uno studentato pubblico da 300 posti letto, un investimento da 30 milioni e un nuovo parco per Marconi rappresentano una prospettiva importante per il quartiere e per la città. Ma proprio per questo non possono restare schiacciati dalla distanza tra le delibere e la realtà quotidiana di recinzioni abbattute, varchi aperti e presenze non chiarite.

L’Ex Mira Lanza è stata per decenni il simbolo di un passato industriale abbandonato. Ora dovrebbe diventare uno dei luoghi della nuova Marconi. La domanda è se questa trasformazione sia davvero entrata nella fase operativa o se, ancora una volta, il quartiere debba attendere tra promesse, bonifiche da completare e sicurezza fragile.

 

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