Nuovo incendio nell’area dell’Ex Mira Lanza a Marconi. Il video girato da una residente riapre il caso sicurezza dopo settimane di segnalazioni su varchi aperti, bivacchi e degrado. Palma scrive a Vigili del Fuoco e Polizia Locale.
Ex Mira Lanza, nuovo incendio a Marconi: ennesima richiesta per lo sgombero dello spazio
Nuovo incendio nell’area dell’Ex Mira Lanza a Marconi
Una colonna di fumo grigio scuro si è alzata nella giornata di sabato 4 luglio dall’area dell’Ex Mira Lanza, nel quadrante Marconi-Portuense. Il video, girato intorno alle 13:25 da una residente, la signora Agnese, riapre il caso sicurezza attorno all’ex complesso industriale, già al centro nelle ultime settimane di segnalazioni su recinzioni divelte, varchi aperti, bivacchi e presenze nelle aree a ridosso.
Le immagini mostrano il fumo levarsi dall’area dell’Ex Mira Lanza o dalle sue immediate pertinenze. Il filmato, ripreso da una posizione sopraelevata, inquadra gli edifici storici in mattoni dell’ex stabilimento e la vegetazione presente nel perimetro. Non si vedono chiaramente fiamme, mezzi di soccorso o persone coinvolte. Per questo, sul piano giornalistico, il video documenta l’episodio segnalato, ma non consente da solo di stabilire l’origine dell’incendio, i materiali coinvolti o eventuali responsabilità.
Il fatto, però, non arriva in un contesto qualunque. L’Ex Mira Lanza è da mesi al centro di un dossier che intreccia degrado urbano, sicurezza, progetto dello studentato Roma Tre, aree limitrofe, competenze istituzionali e richieste di intervento da parte dei residenti di Marconi. Il nuovo fumo del 4 luglio rischia quindi di diventare il simbolo di un problema più ampio: il tempo morto tra la riqualificazione annunciata e la gestione quotidiana di un’area ancora fragile, accessibile e non pienamente presidiata.
Ex Mira Lanza, il video della residente e la rabbia del quartiere
A raccontare l’esasperazione del quartiere è proprio la signora Agnese, autrice del video. La residente parla di un’attesa lunga decenni, sintetizzata in una frase che fotografa bene il clima nel quadrante: “Sono 40 anni che aspettiamo”.
La donna lega l’episodio non solo al tema dell’incendio, ma alla più ampia vicenda della riqualificazione dell’Ex Mira Lanza. “Questa area deve essere riqualificata, ma senza vigilanza e nonostante le segnalazioni siamo sempre da capo a dodici”, è il senso della denuncia raccolta. Il riferimento è alla necessità di far partire sia il recupero collegato a Roma Tre sia gli interventi sulle aree riconducibili a DiscoLazio, in sinergia con la Regione Lazio.
Il punto sollevato dai residenti è semplice e politicamente pesante: non basta annunciare un futuro diverso per l’Ex Mira Lanza se nel presente l’area continua a produrre insicurezza, degrado e preoccupazione. Il progetto dello studentato può rappresentare una svolta per Marconi, ma nell’attesa il quartiere chiede vigilanza, chiusura dei varchi, bonifica, controlli e una regia visibile.
È qui che l’incendio assume un valore superiore alla cronaca del singolo episodio. Il fumo del 4 luglio arriva dopo settimane di segnalazioni su accessi aperti, tende, bivacchi e situazioni di abbandono. Per i residenti, la paura è che l’area resti sospesa in una terra di nessuno, dove ogni nuova criticità sembra confermare la distanza tra protocolli istituzionali e vita reale del quartiere.
Palma scrive a Vigili del Fuoco e Polizia Locale
Sul caso è intervenuto Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XI, che ha inviato una richiesta di intervento a Vigili del Fuoco e Polizia Locale. L’oggetto della comunicazione richiama direttamente l’Ex Mira Lanza a Marconi, l’incendio e la richiesta di sgombero anche delle aree a ridosso.
Nel messaggio inviato privatamente, Palma usa toni duri: “Ex Mira Lanza & dintorni: ho esaurito gli insulti istituzionali”. Il consigliere afferma di aver chiesto un intervento a Vigili del Fuoco e Polizia Locale e, nella comunicazione istituzionale, sollecita un adeguato servizio di vigilanza, oltre all’avvio delle progettazioni già definite rispetto all’accordo tra Roma Capitale e Università Roma Tre.
Il passaggio politico è netto. Palma punta il dito contro quello che definisce l’immobilismo di Roma Capitale, sostenendo che l’area oggetto del protocollo d’intesa non sarebbe ancora stata consegnata all’Università Roma Tre. Secondo la sua ricostruzione, questa situazione rischia di tenere bloccata la fase operativa, mentre attorno all’ex complesso industriale continuano a moltiplicarsi segnalazioni e criticità.
Palma annuncia inoltre l’intenzione di coinvolgere tutti i soggetti interessati, compresa la Regione Lazio e DiscoLazio, proprietaria di terreni a ridosso dell’Ex Mira Lanza. L’obiettivo dichiarato è chiudere la stagione dei rimpalli e arrivare a un coordinamento concreto. “È arrivato il momento di finirla a giocare a nascondino sulla pelle dei residenti di Marconi”, è il senso della posizione espressa dal vicepresidente del Consiglio municipale, che intende coinvolgere istituzionalmente anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
Dalle recinzioni divelte ai bivacchi: il dossier dell’Ex Mira Lanza
Il nuovo incendio non è un episodio isolato. Nelle ultime settimane Il Marforio ha raccontato con continuità l’evoluzione del caso Ex Mira Lanza, costruendo una sequenza ormai chiara: prima il degrado e i rifiuti, poi il ritorno delle tende, quindi le recinzioni divelte, i varchi aperti, i bivacchi nelle aree limitrofe e ora il fumo documentato dal video della residente.
Il 7 aprile Il Marforio aveva raccontato il contrasto tra il progetto di rilancio e il degrado dell’area, con rifiuti, possibili criticità igienico-sanitarie e il tema dei roditori accanto al futuro studentato. Due giorni dopo, il 9 aprile, il dossier si era spostato sul ritorno delle tende mentre lo studentato restava fermo. Già allora emergeva il rischio che l’attesa dei cantieri finisse per consolidare situazioni di marginalità e occupazione informale.
Il 17 giugno il tema era diventato ancora più delicato: recinzioni divelte, varchi aperti e persone visibili all’interno dell’area. Una situazione che poneva interrogativi sulla sicurezza, sulla custodia del perimetro e sulla necessità di una presa in carico sociale delle eventuali persone presenti. Il 20 giugno, poi, il caso era uscito dal perimetro stretto dell’ex stabilimento, con il bivacco sotto le palme in via Avogadro, a ridosso dell’Ex Mira Lanza e dell’area H10. Il 25 giugno Palma era tornato all’attacco con la provocazione del “bilocale estivo” sotto le palme, denunciando una presenza ormai non più episodica.
Il fumo del 4 luglio chiude quindi il cerchio delle segnalazioni precedenti. Non siamo più soltanto davanti al futuro studentato che non parte, ma davanti a un problema di gestione del presente. La rigenerazione urbana non può vivere solo nei protocolli, negli accordi e nei comunicati: deve tradursi in sicurezza, decoro, vigilanza e controllo del territorio.
Studentato Roma Tre, DiscoLazio e Regione Lazio: il nodo della regia
Il cuore della vicenda resta il rapporto tra il progetto di recupero dell’Ex Mira Lanza e la gestione delle aree nel frattempo. Il futuro studentato Roma Tre rappresenta, almeno sulla carta, una delle operazioni più importanti per il rilancio del quadrante Marconi-Portuense. Ma tra accordi, consegne, progettazioni, aree comunali e terreni a ridosso riconducibili a DiscoLazio, il rischio è che il quartiere resti intrappolato in una fase intermedia: abbastanza avanti per parlare di riqualificazione, ma non abbastanza per vedere cantiere, sicurezza e presidio.
È su questo terreno che Palma prova ad alzare il livello dello scontro politico. Da un lato viene chiamata in causa Roma Capitale, accusata di non aver ancora sciolto i nodi necessari alla piena operatività del progetto e alla messa in sicurezza dell’area. Dall’altro, Regione Lazio e DiscoLazio vengono indicate come soggetti indispensabili per una regia istituzionale sulle aree a ridosso dell’ex complesso industriale.
La linea è sottile ma chiara: non trasformare la vicenda in una polemica contro il recupero, né in uno scontro sterile tra istituzioni, ma chiedere che ciascun livello faccia la propria parte. Roma Capitale deve uscire dall’immobilismo denunciato dal territorio; Regione Lazio e DiscoLazio devono contribuire a chiudere il rimpallo sulle aree limitrofe; Roma Tre deve poter procedere dentro un quadro certo e sicuro.
Per Marconi, la domanda è molto concreta: chi garantisce oggi la sicurezza dell’Ex Mira Lanza e delle zone confinanti, mentre si attende il futuro studentato? È questa la questione che l’incendio del 4 luglio rimette al centro del dibattito.
Sicurezza, decoro e controllo del territorio
Il caso dell’Ex Mira Lanza non può essere ridotto a una contrapposizione ideologica. Il tema non è trasformare la marginalità in bersaglio, ma evitare che aree abbandonate, varchi accessibili e spazi senza vigilanza diventino luoghi fuori controllo, esposti a incendi, occupazioni, rifiuti e rischi sia per chi vive nel quartiere sia per chi eventualmente trova riparo dentro quei perimetri.
Per questo la richiesta di sgombero e vigilanza deve essere letta dentro una cornice più ampia: sicurezza urbana, decoro, presa in carico sociale e responsabilità amministrativa. Il quartiere chiede che l’area non resti sospesa tra competenze diverse, annunci di rilancio e assenza di presidio. In una città come Roma, dove molti progetti di rigenerazione si arenano proprio nella distanza tra delibere e cantieri, l’Ex Mira Lanza rischia di diventare un caso simbolo.
La questione è ancora più sensibile perché riguarda un quadrante densamente abitato, vicino a servizi, attività economiche, strutture ricettive, residenze e assi di collegamento importanti. Marconi non può permettersi che uno spazio così grande e strategico continui a vivere in una condizione di incertezza.
Marconi aspetta risposte sull’Ex Mira Lanza
Il fumo del 4 luglio non è un dettaglio marginale. Arriva dopo rifiuti, tende, varchi aperti, bivacchi e richieste di intervento già finite al centro del dibattito locale. Per questo il nuovo episodio all’Ex Mira Lanza va letto come un segnale politico e amministrativo, prima ancora che come semplice fatto di cronaca.
Il futuro studentato Roma Tre può rappresentare una svolta per il quartiere. Ma prima del futuro c’è il presente. E nel presente i residenti chiedono risposte essenziali: sicurezza, vigilanza, chiusura degli accessi, bonifica delle situazioni critiche e una regia istituzionale capace di tenere insieme Roma Capitale, Municipio XI, Roma Tre, Regione Lazio e DiscoLazio.
L’Ex Mira Lanza resta una promessa di rigenerazione urbana. Ma finché il quartiere continuerà a vedere fumo, bivacchi, recinzioni divelte e aree senza presidio, quella promessa rischierà di suonare lontana. Marconi, dopo quarant’anni di attesa, chiede che il tempo delle risposte arrivi prima del prossimo episodio.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie dall’XI Municipio in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


