Giaciglio in via Avogadro a Marconi nei pressi dell’Ex Mira Lanza

Ex Mira Lanza, bivacco sotto le palme a Marconi: “Roma Capitale immobile”

Nuova segnalazione di Marco Palma a Marconi: in via Avogadro, a ridosso dell’Ex Mira Lanza e nei pressi dell’H10, è stato fotografato un bivacco sotto le palme. Il consigliere FdI attacca Roma Capitale dopo la precedente denuncia su recinzioni divelte e varchi aperti.

Ex Mira Lanza, bivacco in via Avogadro a Marconi

A Marconi la promessa della rigenerazione urbana inciampa di nuovo nella realtà. A pochi passi dall’area dell’Ex Mira Lanza, in via Avogadro, sotto una fitta vegetazione di palme e alberature, è stato segnalato un bivacco con coperte, borse, indumenti, bacinelle, una tanica, una sedia e diversi oggetti personali sparsi sull’erba. Una scena che, nelle fotografie inviate a Il Marforio, restituisce l’immagine di un’area lasciata senza un presidio evidente, proprio nel quadrante dove da mesi si parla di recupero, uno studentato di Roma Tre e riqualificazione urbana.

La segnalazione arriva da Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio dell’XI Municipio di Roma Capitale. Palma collega le immagini alla denuncia già rilanciata nei giorni scorsi sull’Ex Mira Lanza, dove erano stati segnalati varchi aperti, recinzioni divelte e condizioni di scarsa sicurezza lungo il perimetro dell’area. Secondo il consigliere, dopo quella denuncia non sarebbe arrivata “alcuna reazione” visibile da parte di Roma Capitale. Anzi, sintetizza Palma con una frase destinata a pesare nel dibattito politico locale: “Da queste parti, quando si tocca il fondo, si scava”.

Ex Mira Lanza, la denuncia di Marco Palma: “Roma Capitale immobile”

Il punto più delicato è la posizione del bivacco. Le foto indicano un’area verde di via Avogadro, a ridosso del comparto dell’Ex Mira Lanza e nei pressi della struttura ricettiva H10, in un tratto che dovrebbe rappresentare uno dei biglietti da visita del quadrante Marconi-Ostiense. Invece, secondo la ricostruzione affidata da Palma alla redazione, chi passa nella zona si trova davanti una cartolina ben diversa da quella della città che si prepara ad accogliere studenti, turisti, investimenti e nuovi servizi.

Le immagini mostrano un giaciglio sotto gli alberi, alcune coperte stese a terra, borse, contenitori, una tanica bianca e rifiuti sparsi. Non ci sono elementi sufficienti per identificare persone o per attribuire responsabilità specifiche. Per questo la vicenda va raccontata con prudenza: non come una caccia a chi vive una condizione di marginalità, ma come il segnale di un problema pubblico più ampio, che riguarda decoro, sicurezza, manutenzione, presa in carico sociale e governo degli spazi urbani.

La “cartolina” del degrado nei pressi dell’H10

Il caso di via Avogadro non nasce nel vuoto. Il 17 giugno Il Marforio aveva raccontato la situazione dell’Ex Mira Lanza, parlando di recinzioni divelte, rete arancione da cantiere abbattuta, varchi aperti e accessi non protetti nell’area a ridosso del Teatro India e della stessa via Avogadro. In quella occasione Palma aveva chiesto un sopralluogo urgente, la messa in sicurezza del perimetro, una bonifica dell’area e l’eventuale presa in carico sociale delle persone presenti.

A distanza di pochi giorni, la nuova segnalazione sposta l’attenzione anche sull’esterno del comparto. Non più soltanto i varchi nell’area dell’Ex Mira Lanza, ma anche ciò che accade intorno: un pezzo di città che resta sospeso tra annunci di trasformazione e situazioni di degrado visibili a chiunque passi in zona. Il paradosso è evidente. Da una parte c’è il progetto dello studentato pubblico di Roma Tre, presentato come un tassello importante per rilanciare il quadrante. Dall’altra ci sono recinzioni danneggiate, aree non presidiate e, ora, un bivacco sotto le palme di via Avogadro.

Giaciglio in via Avogadro vicino all’Ex Mira Lanza a Marconi
Nell’immagine, il giaciglio segnalato in via Avogadro, nel quartiere Marconi, nei pressi dell’Ex Mira Lanza, visto da vicino.

Dal futuro studentato Roma Tre alla realtà del degrado

L’Ex Mira Lanza è uno dei simboli più complessi della trasformazione urbana di Marconi. La concessione trentennale a Roma Tre, approvata dall’Aula Giulio Cesare il 9 aprile 2026, dovrebbe portare alla realizzazione di uno studentato pubblico da circa 300 posti letto, con un investimento stimato intorno ai 30 milioni di euro. Il progetto prevede anche servizi culturali, spazi ricreativi e una foresteria per docenti. Numeri e obiettivi che raccontano un intervento ambizioso, pensato per restituire funzione e dignità a una porzione strategica della città.

Proprio per questo, però, il contrasto con le condizioni attuali diventa ancora più pesante. La rigenerazione urbana non vive soltanto nelle delibere, nei rendering o nelle conferenze stampa. Vive nella capacità delle istituzioni di accompagnare i progetti con manutenzione, sicurezza, pulizia, controllo del territorio e attenzione sociale. Se il perimetro resta vulnerabile e le aree adiacenti continuano a mostrare segni di abbandono, il rischio è che la promessa dello studentato venga percepita dai residenti come l’ennesimo annuncio lontano dalla realtà quotidiana.

La denuncia di Palma punta proprio su questo scarto tra parole e fatti. “La cartolina per i turisti dell’H10”, secondo il consigliere, è quella di un bivacco sotto la vegetazione, mentre Roma Capitale non avrebbe ancora dato un segnale concreto dopo la precedente segnalazione. Il riferimento politico è diretto: per Fratelli d’Italia il Campidoglio deve chiarire cosa intenda fare nell’immediato, senza limitarsi ad attendere i tempi lunghi del progetto universitario.

Il nodo della bonifica e delle aree adiacenti

Il tema, però, non riguarda solo Roma Capitale. Nel dossier entrano anche la Regione Lazio e l’area adiacente collegata a DiSCo Lazio, indicata da tempo come parte di una riqualificazione più ampia. Il futuro Parco Papareschi, il comparto dell’Ex Mira Lanza e gli spazi vicini a via Avogadro sono pezzi dello stesso quadrante urbano. Se procedono separati, senza una regia riconoscibile, il rischio è che ogni intervento resti isolato e che le zone di confine continuino a diventare terra di nessuno.

Sul piano giornalistico, la domanda centrale non è soltanto “chi ha lasciato quegli oggetti sotto le palme”. La domanda vera è chi debba occuparsi dell’area, chi debba verificarne le condizioni, chi debba intervenire se sono presenti persone fragili e chi debba garantire che il percorso verso lo studentato di Roma Tre non lasci nel frattempo il quartiere dentro un limbo fatto di degrado, insicurezza percepita e interventi rinviati.

Ex Mira Lanza, il quadrante resta senza risposte

Servirebbe capire se dopo la denuncia del 17 giugno siano stati attivati sopralluoghi da parte degli uffici competenti, della Polizia Locale del Gruppo XI Marconi, del Dipartimento Patrimonio, del Dipartimento Ambiente o della Sala Operativa Sociale. Servirebbe sapere chi è formalmente responsabile della custodia del perimetro dell’Ex Mira Lanza, quali siano i tempi aggiornati della bonifica interna e quale sia il cronoprogramma reale del progetto di Roma Tre.

Intanto resta la fotografia di via Avogadro. Un’immagine forte, difficile da derubricare a semplice episodio marginale: un bivacco sotto le palme, a ridosso dell’Ex Mira Lanza, nel cuore di un quadrante che dovrebbe prepararsi a diventare un laboratorio di rigenerazione urbana. Per Palma quella foto racconta l’immobilismo di Roma Capitale meglio di molte parole. Per Marconi, invece, rischia di diventare l’ennesimo promemoria di una trasformazione annunciata ma ancora troppo distante dalla vita reale del quartiere.

 

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