Ex autolavaggio di via dell’Appagliatore a Ostia con canneto alle spalle

Ex autolavaggio a Ostia nel degrado: Conforzi chiede bonifica e tempi certi

Giuseppe Conforzi riapre il caso dell’ex autolavaggio di via dell’Appagliatore, a Ostia. Chiesti al Municipio chiarimenti sulla concessione, bonifica del canneto e tempi certi dopo gli annunci rimasti senza seguito dal 2024.

L’ex autolavaggio a Ostia, situato in via dell’Appagliatore, torna al centro delle proteste dei residenti e del confronto politico. La struttura, inattiva da anni e circondata da vegetazione incolta, resta davanti al Parco Giuseppe Pallotta nonostante le ipotesi di trasferimento annunciate dal Municipio Roma X nel 2024. A riaprire il caso è Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha scritto agli uffici per chiedere chiarimenti sulla concessione, sul possibile smantellamento e sulla bonifica del canneto retrostante.

Dietro l’ex impianto si estende infatti un canneto, accessibile dal Parco Pallotta attraverso un cancello che risulterebbe chiuso da lungo tempo. Secondo le segnalazioni dei residenti, dalla zona incolta proverrebbero roditori, serpenti e numerosi insetti. Durante i mesi estivi, inoltre, la vegetazione secca viene considerata un possibile fattore di propagazione degli incendi.

Ex autolavaggio a Ostia, Conforzi scrive al Municipio

La lettera è stata inviata il 13 luglio 2026 agli assessori municipali ai Lavori Pubblici e al Patrimonio e all’Ambiente, alla Direzione Tecnica e agli uffici che si occupano di patrimonio, verde pubblico e urbanistica. Tra i destinatari per conoscenza figurano anche il presidente del Municipio Roma X Mario Falconi, l’assessore alle Attività Produttive Antonio Caliendo, i dipartimenti capitolini competenti, la Protezione Civile, la Polizia Locale e la ASL Roma 3.

«È necessario fare chiarezza sulla situazione dell’ex autolavaggio di via dell’Appagliatore e intervenire sulla vegetazione incolta presente alle spalle della struttura, prima che il degrado si trasformi in un problema ancora più serio per la sicurezza e la vivibilità del quartiere», afferma Conforzi.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia chiede al Municipio di indicare l’attuale situazione amministrativa, patrimoniale e concessoria dell’area, precisando se esista ancora un titolo valido e quali obblighi di custodia e manutenzione ricadano sul concessionario o sul soggetto responsabile. Vengono inoltre sollecitati aggiornamenti su eventuali sopralluoghi e sull’esistenza di un cronoprogramma per lo smantellamento.

Concessione e manutenzione, le risposte ancora attese

Il nodo non riguarda soltanto l’aspetto estetico. L’area occupata dall’ex autolavaggio è diventata negli anni un punto critico lungo una strada molto frequentata da chi si muove tra Ostia, Roma e Fiumicino. Gli impianti risultano deteriorati e la vegetazione è cresciuta dentro la recinzione.

Per Conforzi, la burocrazia non può trasformarsi in un alibi permanente. Eventuali contenziosi o questioni ancora aperte tra Roma Capitale, Municipio e concessionario devono essere chiariti, senza lasciare che l’area continui a degradarsi sotto le abitazioni e davanti a uno dei principali parchi del quadrante.

Ex autolavaggio di Ostia, il canneto dietro il Parco Pallotta e il rischio incendi

La parte più delicata della segnalazione riguarda il terreno alle spalle dell’autolavaggio. Il canneto si sviluppa per buona parte della lunghezza della struttura ed è separato dal Parco Giuseppe Pallotta da una cancellata. Il passaggio, secondo quanto riferito dai residenti, sarebbe inutilizzabile da anni.

Con l’arrivo dell’estate, la presenza di canne, sterpaglie ed erba secca aumenta la preoccupazione per il rischio incendi. Un eventuale rogo potrebbe interessare rapidamente la vegetazione circostante e propagarsi verso il resto del parco, frequentato ogni giorno da famiglie, anziani e proprietari di cani.

Conforzi chiede quindi di individuare il proprietario, concessionario o gestore del terreno e di programmare un intervento di sfalcio, bonifica e messa in sicurezza. Nella lettera vengono richiesti tempi certi, risorse disponibili e l’indicazione dell’ufficio responsabile. La richiesta coinvolge anche gli aspetti igienico-sanitari, alla luce degli avvistamenti segnalati nel corso del tempo.

Le precedenti segnalazioni sui topi a Ostia

Il problema dei roditori non emerge per la prima volta. Nel novembre 2024 Il Marforio aveva documentato le proteste dei residenti del Parco Pallotta dopo l’avvistamento di diversi ratti tra le siepi e la pedana vicina all’area cani. Il giorno successivo Conforzi aveva chiesto formalmente l’intervento della ASL Roma 3 e una derattizzazione.

Il canneto dietro l’autolavaggio era stato indicato già allora come uno dei possibili rifugi degli animali. La loro provenienza non è stata però accertata da un intervento tecnico o sanitario e deve quindi essere trattata come una segnalazione dei residenti. Resta il dato politico: a distanza di quasi due anni, il quartiere continua a chiedere verifiche e interventi strutturali, non soluzioni episodiche.

Dal trasferimento annunciato nel 2024 al nuovo sollecito per l’ex autolavaggio

La vicenda dell’ex autolavaggio era stata sollevata da Il Marforio già nell’agosto 2024. In quella fase Conforzi aveva scritto al sindaco Roberto Gualtieri e al presidente Mario Falconi per conoscere il futuro della struttura. Secondo le planimetrie richiamate allora, quello spazio avrebbe dovuto ospitare l’ingresso principale del Parco Pallotta, un marciapiede e alcuni posti auto.

Un mese dopo, durante il Consiglio municipale, l’assessore Antonio Caliendo aveva riferito che il concessionario era stato individuato e che il Municipio stava lavorando a una soluzione alternativa. Due possibili destinazioni sarebbero state rifiutate e una terza proposta avrebbe dovuto precedere gli eventuali provvedimenti successivi.

Da allora, tuttavia, non risulta una soluzione visibile né è chiaro che fine abbia fatto il trasferimento annunciato. È questo il principale elemento di attualità della nuova lettera: il Municipio viene chiamato a spiegare se il confronto sia proseguito, quali ostacoli abbiano fermato l’iter e quando il quartiere potrà vedere un intervento concreto.

Le sentenze sulla regolarità della struttura

L’ex autolavaggio non può essere definito abusivo. Nell’ottobre 2024 Il Marforio aveva ricostruito la vicenda giudiziaria sulla base dei documenti disponibili: il Comune aveva tentato di far decadere la concessione, ma il concessionario aveva ottenuto ragione davanti al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato. Le verifiche richiamate nell’articolo avevano inoltre confermato la regolarità della struttura e la cessazione dell’attività.

La questione attuale è quindi diversa. Occorre stabilire se il titolo sia ancora valido, quali obblighi siano tuttora in vigore e chi debba garantire manutenzione, sicurezza e decoro. La regolarità riconosciuta in passato non può tradursi nell’abbandono indefinito di un impianto inutilizzato.

Un ingresso del parco mai completato e il nodo della sicurezza

Lo smantellamento dell’autolavaggio viene collegato anche al completamento originario del Parco Pallotta. In quel punto, secondo i progetti richiamati negli anni dai residenti e da Conforzi, sarebbero dovuti sorgere l’accesso principale al giardino, un tratto di marciapiede e parcheggi per i frequentatori del parco e le attività vicine.

L’assenza del marciapiede obbliga ancora oggi i pedoni a muoversi lungo il margine di via dell’Appagliatore. Nel gennaio 2025 un’automobile, dopo un presunto malore del conducente, finì contro la recinzione dell’ex autolavaggio. L’uomo uscì illeso, ma l’incidente riaccese il confronto sulla sicurezza della strada.

Canneto dietro l’ex autolavaggio: residenti disponibili alla bonifica, ma la responsabilità resta pubblica

Alcuni cittadini avrebbero manifestato la disponibilità a sostenere direttamente le spese per la pulizia del canneto. Conforzi ha chiesto al Municipio di chiarire se una simile iniziativa possa essere autorizzata e quali condizioni debbano essere rispettate per l’accesso, la sicurezza e le coperture assicurative.

«La disponibilità dei cittadini dimostra quanto il quartiere tenga al Parco Pallotta», conclude il consigliere. «Tuttavia, non si può scaricare sui residenti una responsabilità che deve essere prima di tutto delle istituzioni. Il Municipio individui le competenze, autorizzi gli interventi possibili e garantisca una soluzione definitiva».

Dopo gli annunci del 2024 e le successive segnalazioni, Ostia attende ora risposte scritte, tempi verificabili e un intervento che restituisca decoro e sicurezza a via dell’Appagliatore. Il punto non è soltanto rimuovere una struttura inattiva, ma chiudere una vicenda amministrativa rimasta sospesa troppo a lungo e completare finalmente uno spazio pubblico importante per il quartiere.

 

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