Aggressione tra cani nel parco Vittime del Razzismo a Dragoncello: un bassotto ferito da un animale lasciato libero. I residenti denunciano un problema diffuso e chiedono più controlli.
Aggressione nel parco a Dragoncello: bassotto attaccato da un cane libero
Momenti di forte tensione nella mattinata del 30 aprile 2026 al Parco Vittime del Razzismo, a Dragoncello, dove un cane lasciato libero ha aggredito violentemente un altro animale regolarmente al guinzaglio. L’episodio, avvenuto intorno alle 8:25 nei pressi del campo da calcio, riaccende il dibattito sulla sicurezza nei parchi pubblici e sul rispetto delle regole di convivenza civile.
A raccontare quanto accaduto è Marco, residente della zona, che ha condiviso la sua testimonianza all’interno del gruppo Facebook del Comitato di Quartiere di Dragoncello. Una ricostruzione dettagliata, che descrive una scena purtroppo non isolata, ma sempre più frequente nei parchi della Capitale.
La dinamica dell’attacco: “Si è avventato al collo del mio cane”
Il racconto della vittima
Marco stava passeggiando con il suo bassotto, Tango, regolarmente al guinzaglio, quando si è fermato a parlare con due operai impegnati nello sfalcio dell’erba. Una situazione tranquilla, ordinaria, come tante che si ripetono quotidianamente nel parco di Dragoncello.
All’improvviso, però, la situazione è precipitata. Una ragazza, proveniente dalla zona delle cosiddette “case gialle-marroni”, ha raggiunto l’area con il proprio cane, lasciato completamente libero e senza guinzaglio. L’animale, di taglia media e con indosso una pettorina rossa, si è diretto verso il bassotto.
Nel giro di pochi istanti, l’aggressione. “Si è avventato violentemente sul mio cane, mordendolo al collo”, racconta Marco. Una scena improvvisa, che ha costretto il proprietario a reagire rapidamente per evitare conseguenze peggiori. Tirando il guinzaglio, è riuscito a sollevare Tango e a metterlo in salvo, allontanando contemporaneamente l’altro cane.
Le conseguenze: ferite e trauma dopo l’aggressione a Dragoncello
Non solo danni fisici
L’episodio non si è concluso senza conseguenze. Il bassotto ha riportato morsi in più punti, tanto da rendere necessario un controllo veterinario immediato. Ma oltre alle ferite visibili, emerge un aspetto spesso sottovalutato: il trauma.
Secondo quanto riferito dal proprietario, il cane è apparso da subito visibilmente spaventato e sotto shock, una condizione che potrebbe avere ripercussioni anche nel lungo periodo. Un elemento che apre una riflessione più ampia sul tema della sicurezza e sulla gestione degli animali in contesti pubblici come i parchi di Dragoncello.
“Era già stata richiamata”: il problema della recidività
Segnalazioni già avvenute
Uno degli aspetti più rilevanti della vicenda riguarda la presunta recidività del comportamento. Secondo la testimonianza, la proprietaria del cane sarebbe già stata richiamata almeno due volte in passato per la stessa abitudine di lasciare l’animale libero, giustificando la scelta con la convinzione che fosse “buono e giocherellone”.
Una convinzione smentita dai fatti. L’aggressione avvenuta a Dragoncello dimostra quanto sia rischioso sottovalutare l’imprevedibilità degli animali, anche quando si tratta di cani apparentemente tranquilli.
Non è un caso isolato: i residenti di Dragoncello denunciano
“Succede ogni giorno”
A rendere ancora più significativa la vicenda sono le reazioni degli altri residenti. Nei commenti al post pubblicato online, emergono testimonianze che confermano come il problema sia tutt’altro che sporadico.
“Ho avuto lo stesso problema anni fa, con un cane libero che ha attaccato il mio mentre ero con tre bambini piccoli. Si è salvato per miracolo”, racconta Alessandra, evidenziando il rischio anche per le persone presenti nei parchi.
Un altro residente, che ha preferito restare anonimo, offre un dato significativo: “Su 10 persone, 5 tengono il cane libero. Questo succede tutti i giorni”. Una percezione diffusa che trasforma il singolo episodio in un vero e proprio fenomeno urbano, radicato nella quotidianità di Dragoncello.
Regole ignorate e sicurezza a rischio nei parchi di Dragoncello
Il guinzaglio non è un’opzione
La normativa è chiara: nei luoghi pubblici, il cane deve essere condotto al guinzaglio. Non si tratta di una scelta facoltativa, ma di un obbligo pensato per garantire la sicurezza di tutti.
Lasciare un cane libero, soprattutto in aree frequentate da bambini, famiglie e altri animali, espone a rischi concreti. Non solo aggressioni tra cani, ma anche possibili incidenti con persone. A Dragoncello, come in molti altri quartieri di Roma, il mancato rispetto di questa regola sembra però essere diventato una consuetudine.
L’appello: “Non è furbizia, è irresponsabilità”
Una questione di convivenza civile
La testimonianza di Marco si chiude con un messaggio chiaro, che va oltre il singolo episodio. “Non rispettare le regole non è segno di furbizia, ma di incoscienza”, sottolinea, invitando a una maggiore responsabilità nella gestione degli animali.
Un richiamo che riguarda non solo i proprietari di cani, ma l’intera comunità. Perché la sicurezza nei parchi di Dragoncello passa anche dal rispetto delle regole più semplici. E perché, come dimostra quanto accaduto, basta un attimo perché una normale passeggiata si trasformi in un episodio potenzialmente pericoloso.
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