Domenica 28 giugno 2026, dalle ore 16 circa, cittadini e membri del Comitato di Quartiere Don Bosco hanno pulito Piazza dei Consoli tra rifiuti, bottiglie e incuria. La denuncia: “Decine di PEC ignorate dal Municipio”.
Don Bosco, cittadini puliscono Piazza dei Consoli tra rifiuti e degrado: “Il VII Municipio ignora le segnalazioni”
Don Bosco, cittadini con rastrelli e sacchi a Piazza dei Consoli
Domenica pomeriggio, mentre molti romani cercavano sollievo dal caldo al mare o lontano dalla città, a Don Bosco c’è chi ha scelto di prendere guanti, rastrelli e sacchi neri per restituire un minimo di decoro a Piazza dei Consoli. La pulizia dell’area si è svolta domenica 28 giugno 2026, a partire dalle ore 16 circa, con alcuni cittadini e membri del Comitato di Quartiere Don Bosco – VII Municipio – Roma impegnati nella raccolta dei rifiuti presenti nei giardini.
Le immagini pubblicate dal Comitato mostrano panchine circondate da bottiglie, lattine, plastica, cartacce e sporcizia diffusa. Si vedono aree verdi trascurate, muri segnati da scritte, rifiuti accumulati vicino agli spazi di passaggio e una situazione generale che mal si concilia con la funzione pubblica di una piazza frequentata da residenti, famiglie e bambini. Una scena che, al di là dell’episodio specifico, riapre il tema del decoro urbano nel quartiere Don Bosco e della capacità delle istituzioni locali di garantire cura ordinaria, pulizia e controllo del territorio.
Il dato più forte, però, non è soltanto la presenza dei rifiuti. Il punto politico e civico è un altro: i cittadini si sono trovati a fare ciò che, secondo loro, dovrebbe essere garantito dagli enti competenti. Una dinamica ormai sempre più frequente in diversi quartieri di Roma, dove comitati e residenti intervengono direttamente per tamponare degrado, abbandono e incuria.
La denuncia del Comitato Don Bosco: “Il Municipio continua a ignorare le PEC”
Nel post pubblicato sulla propria pagina Facebook, il Comitato di Quartiere Don Bosco denuncia una situazione che, a suo dire, andrebbe avanti da tempo. Il riferimento è alle numerose segnalazioni inviate tramite PEC per chiedere interventi finalizzati a rendere più decente Piazza dei Consoli. Secondo quanto scritto dal Comitato, però, il Municipio continuerebbe a ignorare le richieste dei cittadini.
Il messaggio è diretto: mentre il territorio chiede risposte, i residenti si organizzano da soli. “Noi siamo qui a fare quello che dovrebbero fare i dipendenti dell’Ama”, scrive il Comitato, chiedendo al Municipio e agli enti competenti di garantire almeno un livello minimo di pulizia dell’area. Una frase che fotografa bene il clima di esasperazione e che pone una domanda semplice: perché in una piazza pubblica devono essere i cittadini, di domenica pomeriggio, a raccogliere rifiuti e ripulire gli spazi verdi?
La questione delle PEC è uno snodo importante. Se confermata nei dettagli, non si tratterebbe soltanto di una lamentela social, ma di un percorso formale di segnalazioni rivolte all’amministrazione. Per questo il tema non può essere liquidato come semplice protesta di quartiere. A Don Bosco, Piazza dei Consoli diventa il simbolo di un rapporto difficile tra residenti e istituzioni, in cui chi vive il territorio denuncia di non ricevere risposte adeguate.

Rifiuti, panchine sporche e bambini: il problema del decoro urbano
Il Comitato pone anche una questione molto concreta: è possibile portare i bambini a giocare in uno spazio pieno di immondizia? La domanda pesa, perché Piazza dei Consoli non è un’area marginale o invisibile. È uno spazio pubblico del quartiere Don Bosco, un luogo che dovrebbe essere vissuto in sicurezza da famiglie, anziani, ragazzi e residenti.
Quando panchine e giardini diventano punti di accumulo per bottiglie, cartacce e plastica, il danno non è soltanto estetico. Il degrado modifica la percezione dei luoghi, allontana le famiglie, alimenta insicurezza e trasmette un messaggio di abbandono. Il verde pubblico, soprattutto nei quartieri densamente abitati, non può essere trattato come un accessorio. È parte essenziale della qualità della vita.
Il nodo è proprio questo: il decoro non è un capriccio, ma una condizione minima di vivibilità urbana. Una piazza sporca, trascurata e poco controllata diventa meno accessibile per i cittadini perbene e più esposta a comportamenti incivili. È qui che il tema della pulizia incontra quello della sicurezza e della responsabilità amministrativa. Senza manutenzione costante, senza presenza e senza risposte rapide, gli spazi pubblici rischiano di trasformarsi in zone franche.
Don Bosco, inciviltà e assenza di controllo: il doppio problema di Piazza dei Consoli
Il Comitato non assolve chi sporca. Nel post viene riconosciuto che la prima responsabilità è anche dei cittadini che non rispettano le regole e abbandonano rifiuti a terra. Bottiglie, lattine e cartacce non compaiono da sole: qualcuno le lascia, qualcuno usa la piazza senza alcun rispetto per il luogo e per gli altri residenti.
Ma proprio qui si apre il secondo livello del problema. Cosa accade quando l’inciviltà diventa abitudine e nessuno interviene? Cosa succede quando chi vive il quartiere segnala, scrive, documenta e poi è costretto comunque a prendere un rastrello per risolvere da solo? La responsabilità individuale resta centrale, ma non cancella quella delle istituzioni. Al contrario, la rafforza.
Secondo quanto denunciato dal Comitato, l’area sarebbe interessata anche da frequentazioni serali e notturne che lascerebbero dietro di sé bottiglie e rifiuti. Nel post si citano inoltre il tema della chiusura notturna della piazza e quello delle luci del campetto, collegati alla necessità di socializzazione. Anche qui il punto non è negare l’uso degli spazi pubblici, ma governarlo. Socializzare non può significare trasformare una piazza in una discarica. Tenere vivo un quartiere non può voler dire abbandonarlo al disordine.

Le domande ad AMA e Municipio VII sul quartiere
La vicenda di Piazza dei Consoli apre dunque una serie di interrogativi per AMA, Municipio VII e Roma Capitale. Quante segnalazioni sono arrivate realmente su quest’area? Quali risposte sono state fornite ai cittadini? Esiste un piano di pulizia straordinaria per i giardini? Sono previsti interventi di manutenzione del verde e controlli nelle ore serali? E soprattutto: perché si è arrivati al punto che i residenti debbano organizzarsi autonomamente per pulire una piazza pubblica?
Sono domande legittime, perché la cura degli spazi comuni non può dipendere dalla buona volontà dei comitati. Il gesto dei cittadini di Don Bosco ha un valore civico evidente e merita attenzione. Ma proprio per questo non può diventare la normalità. Una città ordinata non può reggersi su chi, la domenica pomeriggio, rinuncia al proprio tempo libero per raccogliere ciò che altri hanno lasciato a terra e ciò che gli enti competenti non sono riusciti a rimuovere in tempo.
Piazza dei Consoli oggi racconta una storia molto romana: cittadini attivi, degrado quotidiano, segnalazioni che attendono risposta e una macchina amministrativa percepita come troppo lenta. Il quartiere ha dato un segnale concreto. Ora, però, la risposta deve arrivare dalle istituzioni. Perché a Don Bosco non servono solo sacchi neri e rastrelli. Servono pulizia programmata, controlli, manutenzione e rispetto per chi vive ogni giorno il territorio.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie dal VII Municipio in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


