Roma Mobilità risponde alla richiesta di Giuseppe Conforzi per uno sportello CUDE nel X Municipio: nessuna apertura annunciata a Ostia, ma quattro patronati convenzionati dove il servizio è a pagamento, anche se calmierato.
Cude a Ostia, niente sportello pubblico della mobilità: pratiche nei patronati a pagamento
A Ostia resta il nodo dello sportello pubblico per il Cude
A Ostia non ci sarà, almeno per ora, uno sportello pubblico dedicato al Cude, il Contrassegno Unico Disabili Europeo. La risposta arrivata da Roma Servizi per la Mobilità alla richiesta avanzata da Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, chiarisce infatti un punto politico e amministrativo rilevante: per i cittadini del territorio non viene annunciata l’apertura di un presidio comunale gratuito, ma viene indicata la possibilità di rivolgersi ai patronati aderenti, dove il servizio è previsto previo pagamento a prezzo calmierato.
Il tema non è secondario. Parliamo di anziani, persone con disabilità, caregiver, familiari, tutori, amministratori di sostegno e cittadini che spesso si trovano già a dover affrontare una quotidianità complicata tra visite mediche, documenti, certificazioni e pratiche digitali. In questo quadro, la mancanza di uno sportello pubblico nel X Municipio rischia di trasformare una procedura amministrativa in un percorso a ostacoli, soprattutto per chi non ha dimestichezza con SPID, CIE e piattaforme online.
Cude, la richiesta di Conforzi: un presidio gratuito nel X Municipio
La vicenda nasce dalla richiesta di istituire uno sportello settimanale nel Municipio Roma X per il rilascio e la gestione del contrassegno disabili. Una proposta pensata per avvicinare il servizio ai cittadini di Ostia, Acilia, Ostia Antica, Infernetto, Casal Palocco e dell’intero quadrante lidense, evitando che persone fragili o familiari già gravati da incombenze debbano spostarsi fuori territorio o affidarsi a intermediari.
L’obiettivo della richiesta era semplice: portare il servizio dentro il Municipio, magari utilizzando una sede pubblica già esistente, così da garantire assistenza diretta, gratuita e accessibile. Una soluzione che avrebbe avuto anche un valore simbolico, perché avrebbe riconosciuto il peso specifico del X Municipio, un territorio vasto, popoloso e distante dal centro amministrativo della Capitale.
Nel precedente articolo de Il Marforio, il problema era stato posto in termini molto concreti: se un cittadino non riesce a completare la pratica online, deve cercare aiuto. E quando l’aiuto non arriva da uno sportello pubblico vicino casa, la scelta si restringe tra spostamenti, appuntamenti, patronati o servizi di assistenza a pagamento.
La risposta di Roma Mobilità: patronati al posto dello sportello
Nella nota indirizzata a Conforzi, Roma Servizi per la Mobilità ringrazia per la segnalazione e ricorda le nuove modalità di rilascio dei titoli e di aggiornamento delle targhe associate ai contrassegni. La società sottolinea di aver sottoscritto da diversi mesi un accordo con i patronati EPAS e ITAL, presenti sul territorio di Roma Capitale, per consentire ai cittadini di svolgere le operazioni relative al Cude anche presso le sedi aderenti.
È qui che emerge il punto centrale della vicenda. La risposta non dice che verrà aperto uno sportello pubblico a Ostia. Non indica una sede municipale, non annuncia un calendario settimanale, non prospetta un presidio gratuito nel territorio del X Municipio. Al contrario, Roma Mobilità segnala come alternativa i patronati convenzionati, precisando che le operazioni possono essere svolte “previo pagamento del servizio ad un prezzo calmierato”.
La differenza è sostanziale. Un conto è avere uno sportello pubblico gratuito, dove il cittadino può ricevere assistenza istituzionale. Un altro è dover ricorrere a un soggetto esterno che, pur operando in regime di prezzo calmierato, eroga comunque una prestazione a pagamento. Per molte famiglie può sembrare una cifra marginale; per altre, soprattutto quando si sommano spese sanitarie, trasporti, assistenza e burocrazia, diventa l’ennesimo costo su una condizione già fragile.
I patronati indicati nel territorio di Ostia per il Cude
Roma Servizi per la Mobilità segnala quattro sedi aderenti nel X Municipio. Si tratta dei punti di via Corrado del Greco 114/118, corso Regina Maria Pia 30/32, via delle Baleari 307/309 e via delle Tartane 41. Tutti indirizzi collocati nell’area di Ostia, dunque certamente più vicini ai residenti del territorio rispetto agli uffici centrali di Roma Mobilità.
Questa informazione è utile per i cittadini, perché consente a chi deve svolgere una pratica Cude di sapere dove rivolgersi fisicamente nel quadrante lidense. Ma proprio la presenza di quattro punti già operativi nel territorio rafforza la domanda politica: se esiste una domanda di assistenza tale da giustificare più sedi convenzionate, perché non aprire anche uno sportello pubblico gratuito nel Municipio?
Il nodo non riguarda la legittimità del ruolo dei patronati, che svolgono da anni funzioni di supporto amministrativo per molti cittadini. Il nodo riguarda la scelta dell’amministrazione di non fornire, almeno al momento, un’alternativa pubblica territoriale per una pratica che riguarda persone con disabilità e nuclei familiari spesso già sottoposti a forti pressioni economiche, organizzative e psicologiche.
Il prezzo calmierato non cancella il problema dell’accessibilità
La formula del prezzo calmierato può attenuare il costo, ma non elimina il problema. Perché il tema, in questo caso, non è soltanto quanto si paga. Il tema è se un servizio collegato alla mobilità delle persone con disabilità debba essere realmente accessibile senza costi aggiuntivi per chi non riesce a completare la procedura digitale.
In assenza di uno sportello a Ostia, il cittadino deve arrangiarsi tra procedura online, assistenza familiare, patronato o spostamento verso gli uffici competenti. Il rischio è che la digitalizzazione, invece di semplificare, finisca per creare una nuova barriera. Una barriera meno visibile di un marciapiede rotto o di un autobus non accessibile, ma altrettanto concreta per chi non ha strumenti, competenze o autonomia sufficiente.
La risposta di Roma Mobilità ha quindi un valore informativo, ma lascia aperta la questione politica. Il Comune può sostenere che un canale territoriale esista attraverso i patronati. Ma resta il fatto che quel canale, per quanto convenzionato, non equivale a uno sportello pubblico gratuito. Ed è proprio su questa differenza che si gioca il senso della richiesta avanzata dal territorio.
SPID, CIE e funzione “Tutori”: il digitale aiuta, ma non basta
Nella stessa comunicazione, Roma Servizi per la Mobilità ricorda anche l’attivazione della funzione “Tutori”, disponibile dal 30 marzo 2026 sulla piattaforma web. La novità consente a tutori, curatori, amministratori di sostegno, genitori di minori titolari di contrassegno e soggetti terzi autorizzati di operare in nome e per conto del titolare.
La procedura, però, prevede comunque l’accesso tramite SPID o CIE. Una volta entrati nella piattaforma, l’abilitazione può essere richiesta attraverso il percorso indicato da Roma Mobilità, passando dal “Cruscotto” e poi dalla voce “Tutori”. È una funzione utile, soprattutto per chi assiste persone non autonome o minori, ma non può essere considerata una risposta sufficiente per tutti.
La questione resta sempre la stessa: chi aiuta il cittadino che non riesce ad accedere alla piattaforma? Chi segue l’anziano che non usa strumenti digitali? Chi assiste il familiare che lavora, vive lontano o non può muoversi agevolmente tra uffici e appuntamenti? La tecnologia può essere una soluzione, ma solo se affiancata da presidi fisici capaci di intercettare chi rischia di restare escluso.
La domanda rimasta aperta: perché non uno sportello a Ostia?
La risposta di Roma Mobilità, dunque, non chiude la vicenda. Anzi, la riapre su un piano ancora più chiaro: a Ostia esistono patronati convenzionati, esistono procedure online, esiste una funzione per i tutori, ma non esiste uno sportello pubblico territoriale gratuito dedicato al Cude.
È una scelta amministrativa che può essere discussa, soprattutto in un Municipio che per dimensioni, distanza dal centro e caratteristiche sociali avrebbe bisogno di servizi di prossimità. Non si tratta di creare un privilegio per Ostia, ma di riconoscere una necessità concreta: portare la pubblica amministrazione vicino ai cittadini fragili, invece di chiedere ai cittadini fragili di inseguire la pubblica amministrazione.
A questo punto le domande restano sul tavolo. Quanto costa esattamente al cittadino una pratica Cude svolta tramite patronato? Perché non prevedere almeno una giornata settimanale di ricevimento in una sede municipale? È allo studio l’apertura di uno sportello nel X Municipio? E soprattutto: se l’inclusione è un principio amministrativo, perché per ottenere assistenza su un diritto legato alla disabilità bisogna passare da un servizio a pagamento?
Per ora, la risposta ufficiale indica la strada dei patronati. Ma la richiesta politica resta intatta: Ostia chiede uno sportello pubblico, gratuito e accessibile per il Cude.
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