Sette dipendenti AMA licenziati e quattro sospesi dopo le verifiche nei Cimiteri Flaminio e Maccarese. Regimenti chiede telecamere e nuovi investimenti, mentre AMA annuncia più controlli. Negli atti di Roma Capitale il contratto dei servizi cimiteriali raggiunge quasi 80 milioni di euro.
Sette dipendenti licenziati, altri quattro sospesi dal servizio e gli atti trasmessi all’autorità giudiziaria. È quanto deciso da AMA dopo gli accertamenti sulle operazioni effettuate da alcune squadre di operatori nei Cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese, a Roma. Il caso, emerso dopo verifiche avviate durante l’estate, riporta al centro dell’attenzione la gestione dei Cimiteri Capitolini. Domenica 27 settembre è intervenuta anche Luisa Regimenti, segretario di Forza Italia Roma e assessore regionale al Personale, Polizia locale, Enti locali, Sicurezza urbana e Università, chiedendo l’installazione di telecamere. Una soluzione sulla quale, però, il direttore generale di AMA Simone Proietti ha risposto in maniera netta: «No, non possiamo farlo», annunciando invece un rafforzamento dei controlli interni.
Cimiteri di Roma, sette licenziamenti e quattro sospensioni dopo le verifiche AMA
Il punto di partenza sono gli accertamenti effettuati da AMA sui Cimiteri Flaminio e Maccarese. Secondo quanto comunicato dall’azienda e riportato dalla Rai, le verifiche avrebbero riscontrato in alcuni casi riduzioni di salme in cassette ossario senza che fosse stata completata la necessaria mineralizzazione.
Al termine del procedimento disciplinare l’azienda ha disposto sette licenziamenti e quattro sospensioni, modulando le sanzioni sulla base dei differenti livelli di responsabilità individuati durante gli accertamenti. AMA ha inoltre annunciato la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria e al sindaco di Roma, secondo quanto previsto dal Regolamento di polizia mortuaria.
Gli eventuali profili di responsabilità penale dovranno naturalmente essere accertati dalla magistratura e non possono essere fatti discendere automaticamente dai provvedimenti disciplinari adottati dall’azienda. Il punto, sul piano giornalistico, resta dunque quello delle irregolarità rilevate nei Cimiteri di Roma e delle conseguenti sanzioni interne decise da AMA.
A fornire ulteriori particolari sulla vicenda è stato il direttore generale di AMA, Simone Proietti. In un’intervista a Repubblica ha spiegato che le anomalie sarebbero state inizialmente segnalate da alcuni operatori e che da quelle segnalazioni sarebbero partite verifiche interne ed esterne.
Secondo le evidenze raccolte fino a questo momento, le operazioni contestate riguarderebbero due cassette ossario, una al Flaminio-Prima Porta e una a Maccarese, e sarebbero riconducibili a due differenti squadre di operatori.
Cimiteri, Regimenti: «La nostra denuncia aveva un solido fondamento»
Sul caso è intervenuta Luisa Regimenti, che collega i provvedimenti adottati da AMA alle criticità sulla gestione dei Cimiteri di Roma sollevate in precedenza da Forza Italia.
«Quanto avvenuto nei cimiteri Flaminio e Maccarese, con sette dipendenti licenziati e altri quattro sospesi da Ama, testimonia che la nostra denuncia sulla cattiva gestione dei servizi cimiteriali di quasi un anno fa aveva un solido fondamento», sostiene Regimenti.
Il riferimento non è privo di precedenti pubblici. Il tema della gestione dei Cimiteri Capitolini era stato affrontato da Forza Italia già nel novembre 2025, durante una conferenza stampa dedicata all’“emergenza cimiteri”, alla quale avevano partecipato, oltre alla stessa Regimenti, esponenti capitolini del partito. In quella sede erano state discusse manutenzione, sicurezza, servizi pubblici e condizioni delle strutture cimiteriali romane.
Nella dichiarazione del 27 settembre Regimenti torna a porre una questione politica più ampia rispetto ai soli procedimenti disciplinari. L’esponente di Forza Italia cita ritardi nelle operazioni di sepoltura, tumulazione e cremazione, problemi di pulizia e manutenzione del verde, chiedendo nuove assunzioni e investimenti per migliorare i servizi.
Si tratta, in questo caso, di contestazioni politiche formulate da Regimenti e che vanno distinte dagli specifici fatti oggetto delle verifiche disciplinari condotte da AMA.
Telecamere nei cimiteri, la richiesta di Forza Italia e il no di AMA
Uno dei punti centrali dell’intervento di Regimenti riguarda la videosorveglianza nei Cimiteri di Roma. Secondo il segretario romano di Forza Italia, l’installazione di impianti di controllo dovrebbe rientrare tra le misure da adottare per aumentare la vigilanza all’interno delle strutture.
Quello delle telecamere è peraltro un tema già presente nelle iniziative sulla sicurezza promosse dall’assessore regionale. La Regione Lazio ha finanziato negli ultimi anni diversi programmi rivolti agli enti locali per l’installazione e il potenziamento degli impianti di videosorveglianza negli spazi pubblici.
Sul caso specifico dei Cimiteri Capitolini, tuttavia, la posizione espressa da AMA appare differente. Alla domanda sull’eventuale installazione di telecamere dopo quanto accaduto a Flaminio e Maccarese, Proietti ha risposto: «No, non possiamo farlo».
Il direttore generale ha però annunciato che verranno intensificati i presidi di controllo e ha ricordato l’esistenza di un sistema di security interna sulle attività svolte nei Cimiteri, anche in collaborazione con le forze dell’ordine.
Resta quindi aperto un punto: per quale ragione AMA ritiene non praticabile l’installazione delle telecamere nelle aree interessate dalle operazioni cimiteriali? Nell’intervista il direttore generale non entra nel dettaglio delle motivazioni. Un aspetto che merita un chiarimento, soprattutto ora che la richiesta della videosorveglianza è tornata al centro del confronto politico.
Il contratto dei servizi sfiora gli 80 milioni di euro
Un altro elemento contenuto nella dichiarazione di Regimenti può essere verificato attraverso gli atti di Roma Capitale: quello relativo al valore del contratto di servizio per la gestione dei Cimiteri.
Nell’ottobre 2024 l’Assemblea Capitolina ha approvato l’affidamento in house ad AMA dei servizi cimiteriali con un contratto triennale. Nel comunicato ufficiale del Campidoglio il valore dell’affidamento veniva indicato in circa 26 milioni di euro l’anno.
La gestione comprende le concessioni, le operazioni cimiteriali, la custodia, la manutenzione ordinaria e i servizi necessari al funzionamento e al decoro degli undici Cimiteri comunali di Roma.
Il contratto pubblicato sul portale dei Cimiteri Capitolini copre il periodo dal 28 settembre 2024 al 27 settembre 2027.
Il dato negli atti: stanziamenti complessivi per 79,77 milioni
Entrando negli allegati economici del contratto si arriva a una cifra ancora più precisa. Per i servizi a canone sono indicati stanziamenti pari a 14.933.399,68 euro per il 2025, 17.920.079,62 euro per il 2026 e 13.290.725,72 euro per il 2027, per complessivi 46,14 milioni.
A questi si aggiungono gli importi destinati alle concessioni e alle operazioni cimiteriali: 11.131.862,15 euro nel 2025, 14.419.632,95 euro nel 2026 e 8.074.559,78 euro nel 2027.
La somma delle due componenti porta gli stanziamenti complessivi previsti a 79.770.259,90 euro IVA compresa. Una quota dello 0,2% è destinata alle attività di monitoraggio svolte dall’Agenzia ACoS.
Il riferimento di Regimenti a un contratto che «sfiora gli 80 milioni di euro» trova quindi riscontro nella documentazione capitolina. Un dato che assume particolare rilievo nel momento in cui il dibattito politico torna a concentrarsi sulla qualità dei servizi, sui sistemi di controllo e sulle condizioni complessive dei Cimiteri di Roma.
Flaminio, le criticità dei cimiteri già riconosciute negli atti di Roma Capitale
Il caso disciplinare arriva inoltre in una fase nella quale la stessa amministrazione capitolina ha riconosciuto la necessità di interventi importanti su alcune strutture.
Nell’aprile 2025, presentando il nuovo contratto di servizio tra Roma Capitale e AMA, il Campidoglio indicava proprio il Cimitero Flaminio tra le strutture sulle quali programmare interventi strategici di manutenzione straordinaria e ristrutturazione.
Il Flaminio veniva descritto come il più grande Cimitero della città e Roma Capitale segnalava «notevoli criticità» nelle condizioni degli edifici. Nello stesso quadro venivano ricordati lavori di impermeabilizzazione, interventi sulle pavimentazioni e la realizzazione di nuove linee dell’impianto crematorio.
Questo quadro non coincide con le specifiche irregolarità oggetto dei procedimenti disciplinari, ma mostra come il tema dei Cimiteri di Roma interessi contemporaneamente più livelli: la correttezza delle operazioni svolte dal personale, il sistema dei controlli, la manutenzione degli immobili, la qualità dei servizi e l’utilizzo delle ingenti risorse previste dal contratto.
Ora il nodo è rafforzare controlli e qualità del servizio
Dopo i sette licenziamenti e le quattro sospensioni, la vicenda dei Cimiteri Flaminio e Maccarese passa dunque anche all’autorità giudiziaria, che dovrà valutare gli eventuali profili di propria competenza. Sul piano aziendale, AMA annuncia invece un rafforzamento dei controlli interni.
Sul fronte politico, Forza Italia torna a chiedere videosorveglianza, assunzioni e investimenti, mentre resta da comprendere nel dettaglio la ragione per cui AMA esclude al momento la possibilità di installare telecamere nelle aree interessate.
Sullo sfondo rimane il contratto da quasi 80 milioni di euro destinato alla gestione dei Cimiteri Capitolini. Una cifra che rende ancora più rilevante il tema della qualità del servizio, del controllo delle prestazioni e della capacità di garantire procedure corrette e dignitose in luoghi che, per loro stessa natura, richiedono particolare attenzione nei confronti dei defunti e delle loro famiglie.
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