A Casalotti, nel Municipio XIII di Roma, l’area verde di via del Casalotto Nuovo chiamata dai residenti “Il Monte” resta invasa da canne e sterpaglie. Valentino Fabi, membro del comitato civico “Casalotti è casa mia”, denuncia miasmi, rifiuti nascosti e rischio incendi, chiedendo sfalcio, bonifica e messa a patrimonio dell’area.
A Casalotti c’è una collinetta che i residenti chiamano da anni “Il Monte”. Dovrebbe essere uno spazio verde di quartiere, un’area da mettere in sicurezza e rendere finalmente fruibile per i cittadini. Oggi, però, secondo la denuncia arrivata alla nostra redazione, quel terreno adiacente a via del Casalotto Nuovo si presenta come una distesa di canne, sterpaglie e vegetazione fuori controllo, con il timore crescente che l’arrivo del caldo possa trasformare il degrado in una vera emergenza.
Le immagini trasmesse mostrano un’area apparentemente impraticabile: canneti alti, erba secca, margini stradali invasi dalla vegetazione e perfino un lampione quasi inghiottito dalle canne. Una scena che i residenti leggono come il simbolo di una vicenda ferma da troppo tempo, sospesa tra promesse di riqualificazione, competenze amministrative da chiarire e interventi attesi.
A segnalare la situazione è Valentino Fabi, membro del comitato civico “Casalotti è casa mia”, che chiede un intervento concreto per restituire sicurezza e decoro a una zona dove, secondo i cittadini, gli spazi pubblici realmente fruibili sono già pochi e spesso in difficoltà.
Casalotti, l’area verde di via del Casalotto Nuovo invasa da canne e sterpaglie
Il problema più immediato riguarda lo stato attuale dell’area. Secondo quanto riferito dai residenti, l’area verde di via del Casalotto Nuovo sarebbe oggi interessata da una forte presenza di canne, vegetazione spontanea e sterpaglie secche. Una condizione che, oltre a rendere lo spazio inutilizzabile, alimenta preoccupazioni sul piano della sicurezza, dell’igiene e del rischio incendi.
Nella denuncia trasmessa alla nostra testata si parla di cattivi odori, di possibile presenza di rifiuti organici nascosti dalla vegetazione e perfino di carcasse di animali in decomposizione, elementi che, se confermati dagli organi competenti, renderebbero necessario un approfondimento anche sotto il profilo igienico-sanitario. I residenti segnalano inoltre la possibile presenza di serpi, ratti e blatte, favorite proprio dall’abbandono e dalla vegetazione fitta.
Il tema più urgente, però, resta quello del rischio incendi a Casalotti. La presenza di canne e sterpaglie secche viene descritta dai cittadini come una “bomba a orologeria”, soprattutto nelle giornate estive, quando basta un piccolo focolare per trasformare un’area incolta in un pericolo per le abitazioni vicine e per chi vive nel quadrante.
Casalotti: “Il Monte”, la collinetta che i residenti chiedono di rendere fruibile
La vicenda non riguarda soltanto uno sfalcio mancato. Il punto centrale, nella ricostruzione del comitato civico, è il destino di una collinetta che potrebbe diventare uno spazio pubblico utile per il quartiere, ma che da anni resta imprigionata in una condizione di incertezza.
I residenti la chiamano “Il Monte” proprio per la presenza di un rilievo all’interno dell’area. Secondo Fabi, per molto tempo quel terreno sarebbe stato considerato una sorta di area “grigia”: uno spazio lasciato alla collettività nell’ambito di opere edilizie, ma non pienamente acquisito e gestito come bene pubblico. Una situazione che, nella pratica, avrebbe favorito abbandono, mancata manutenzione e degrado.
Oggi, sempre secondo la ricostruzione del comitato, l’area sarebbe stata acquisita dal Comune e messa nelle disponibilità del Municipio XIII, ma mancherebbe ancora un passaggio decisivo: la messa a patrimonio. Senza questo passaggio, sostengono i residenti, diventa difficile programmare interventi strutturali, avviare una progettazione vera e trasformare la collinetta in uno spazio accessibile, sicuro e utilizzabile dalla cittadinanza.
Il nodo della messa a patrimonio e il limbo amministrativo
È proprio qui che la storia di Casalotti assume una dimensione più ampia rispetto alla normale segnalazione sul degrado. La domanda posta dai residenti non è soltanto quando verrà tagliata l’erba, ma chi abbia oggi piena competenza sull’area, quali passaggi amministrativi manchino e con quali tempi si possa arrivare a una riqualificazione reale.
Il comitato civico chiede innanzitutto la messa in sicurezza della collinetta, anche attraverso la realizzazione di un muretto di protezione. Chiede poi uno sfalcio periodico programmato, ma considera questa soluzione solo parziale se non accompagnata da una bonifica più profonda del canneto infestante. Il rischio, secondo i cittadini, è che il taglio della vegetazione diventi un intervento ciclico, costoso e insufficiente, senza risolvere il problema alla radice.
L’obiettivo dichiarato è più ambizioso: mantenere alta l’attenzione sulla messa a patrimonio dell’area verde di via del Casalotto Nuovo, così da aprire finalmente una fase di progettazione e rendere “Il Monte” uno spazio pubblico fruibile. Nel frattempo, il comitato si dice disponibile anche a organizzare giornate di pulizia civica per conservare un minimo di decoro, in attesa degli interventi istituzionali.
Casalotti, dalla Direttiva di Giunta del 2021 alla nota del Municipio XIII
La vicenda, però, non nasce oggi. Tra il materiale trasmesso alla nostra redazione figura anche una nota del Municipio XIII di Roma Capitale, riferita proprio all’area verde di via di Casalotto Nuovo. Il documento, datato a mano intorno al primo aprile 2026 e con protocollo leggibile come CSDH/2026/37823, richiama una precedente Commissione congiunta del 13 febbraio 2026 e la Direttiva di Giunta n. 12 del 10 giugno 2021, relativa alla presa in carico e alla messa in sicurezza dell’area.
La nota risulta indirizzata alla direttrice del Municipio XIII, Francesca Romana Nicastro, al direttore della Direzione Tecnica, ingegner Luciano Martini, e per conoscenza alla presidente Sabrina Giuseppetti e alla Giunta municipale. A firmarla sono i presidenti delle Commissioni consiliari interessate, tra cui Urbanistica e Lavori Pubblici, Ambiente, Decoro Urbano e Mobilità, Bilancio, Patrimonio, Personale e Semplificazione.
Il senso politico-amministrativo del documento è chiaro: dopo le numerose sollecitazioni dei cittadini sullo stato di abbandono dell’area, viene chiesto agli uffici competenti se siano stati espletati gli adempimenti previsti dalla Direttiva di Giunta del 2021. In altre parole, già da tempo il tema della presa in carico e della messa in sicurezza dell’area verde risulta presente negli atti municipali.
La PEC di aprile e il sollecito per diserbo e sicurezza
Alla nota delle Commissioni si aggiunge anche una ricevuta PEC del 17 aprile 2026, relativa a un messaggio con oggetto “Sollecito intervento di messa in sicurezza e diserbo area verde Via di Casalotto”. La comunicazione risulta inviata a diversi rappresentanti e uffici del Municipio XIII, tra cui figure politiche e amministrative coinvolte nella gestione del territorio.
Questo passaggio conferma un elemento importante: la protesta dei residenti non nasce da una singola foto pubblicata sui social o da uno sfogo isolato, ma si inserisce in un percorso fatto di segnalazioni, documenti, interlocuzioni istituzionali e richieste formali. Il problema, secondo chi vive nella zona, è che a fronte di questa mole di comunicazioni l’area continui a presentarsi in condizioni giudicate non compatibili con la sicurezza e il decoro di un quartiere abitato.
L’incontro dell’8 maggio e lo sfalcio atteso per giugno
Un ulteriore aggiornamento arriva dal contenuto pubblicato il 10 maggio 2026 sul sito “Casalotti è casa mia”, a firma di Valentino Fabi e Andrea Vidili. Nel testo viene ricostruito un incontro avvenuto l’8 maggio con la presidente del Municipio XIII e con l’assessore all’Ambiente Cinzia Giardini.
Durante l’incontro, secondo quanto riferito dal comitato, sarebbero stati affrontati diversi temi: interventi di messa in sicurezza, acquisizione al patrimonio municipale e avvio di un percorso di co-progettazione per rendere l’area fruibile alla cittadinanza. Nello stesso aggiornamento si legge che il Comune di Roma avrebbe avviato un programma straordinario per la messa in sicurezza delle aree a rischio incendi e che l’area di via del Casalotto Nuovo sarebbe rientrata nella programmazione.
Per il mese di giugno sarebbe stato previsto un intervento di sfalcio e pulizia profonda a cura del Servizio Giardini, in conformità con la programmazione del PAU, il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica. Tuttavia, il comitato precisa anche un limite rilevante: l’area non risulterebbe ancora sotto la gestione diretta del Municipio, circostanza che impedirebbe la programmazione di interventi strutturali o di manutenzione costante.
È questo il nodo che continua a preoccupare i residenti. Se lo sfalcio può ridurre temporaneamente il rischio, la mancata definizione piena della gestione potrebbe lasciare irrisolti problemi più profondi, come la realizzazione del muretto di contenimento, l’eradicazione definitiva del canneto e una vera progettazione dello spazio pubblico.
Le richieste dei residenti di Casalotti: bonifica, sicurezza e spazio pubblico
L’ultimo aggiornamento riferito da Valentino Fabi riguarda una telefonata del 9 giugno con l’assessore all’Ambiente del Municipio XIII, Cinzia Giardini. Secondo quanto comunicato dal membro del comitato civico, la chiamata non avrebbe portato novità sostanziali. Da qui la decisione di tornare a denunciare pubblicamente lo stato dell’area.
Le richieste avanzate dai residenti sono precise: sfalcio radicale e periodico della vegetazione, disinfestazione, derattizzazione, rimozione dei rifiuti accumulati, messa in sicurezza dei lampioni e dei percorsi pedonali. A queste si aggiunge la richiesta più strutturale: completare il percorso amministrativo necessario per mettere l’area a patrimonio e aprire una vera fase di progettazione condivisa tra Municipio e cittadini.
Il caso di via del Casalotto Nuovo si inserisce inoltre in un contesto più ampio di sofferenza degli spazi pubblici nel quartiere. Fabi richiama la situazione dell’area verde di Borgo Ticino, chiusa da circa due anni per lavori, quella del parco di Borgo Sesia, descritto come abbandonato, e il Parco della Cellulosa, che secondo i residenti attenderebbe da anni l’avvio dei lavori di riqualificazione.
Per questo la vicenda de “Il Monte” a Casalotti non può essere letta soltanto come l’ennesima segnalazione di degrado. È il caso di un’area che potrebbe diventare una risorsa per il quartiere, ma che oggi resta sospesa tra canne, miasmi, rischio incendi e passaggi amministrativi ancora da completare. La domanda, a questo punto, è semplice: quanto tempo dovrà passare prima che quella collinetta smetta di essere un problema e diventi finalmente uno spazio pubblico sicuro, curato e fruibile per i cittadini?
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