A Casal Bruciato l’emergenza riscaldamenti nelle case popolari non solo non si risolve, ma peggiora. Oltre 200 famiglie vivono al freddo negli stabili ERP del IV Municipio. Denunce, rabbia e l’ipotesi di una manifestazione.
Casal Bruciato, l’emergenza che si ripete ogni inverno
La situazione dei riscaldamenti nelle case popolari di Casal Bruciato continua a rappresentare una delle criticità più gravi del quadrante est di Roma. Una vicenda che non nasce oggi, ma che si ripete puntualmente ogni anno, lasciando centinaia di famiglie senza un servizio essenziale proprio nei mesi più freddi.
Già il 23 novembre 2025, Il Marforio aveva documentato come oltre 200 famiglie residenti negli stabili ERP ed Enasarco di via Sebastiano Satta, via Tommaso Smith e via Cipriano Facchinetti fossero rimaste senza riscaldamento, nonostante l’accensione ufficiale prevista dalla normativa.
Casal Bruciato, peggioramento certificato al 13 dicembre 2025
La situazione, anziché migliorare, è ulteriormente peggiorata. A segnalarlo è Stefania Martelloni, Presidente del Comitato di Quartiere “Casal Bruciato – Segnalazioni e Informazioni”, che nella giornata di sabato 13 dicembre 2025 ha parlato di un quadro ormai inaccettabile.
«Solo parole. I riscaldamenti emanano aria fredda», denuncia Martelloni.
Secondo quanto riferito, i termosifoni soffiano aria fredda, aggravando il disagio per famiglie, anziani e persone fragili. Le criticità più evidenti riguardano i palazzi di via Satta 35 e 37, ma il problema si estende anche ad altri edifici di via Smith, dal civico 30 al 46 e oltre.
Le case ERP e la rabbia che cresce
Il malfunzionamento degli impianti nelle case comunali ERP di Casal Bruciato ha ormai superato la soglia della sopportazione. Nel gruppo dei residenti si moltiplicano i post e le segnalazioni, e si inizia a parlare apertamente di scendere in piazza per manifestare.
La percezione diffusa è quella di un abbandono istituzionale, aggravato dall’assenza di interventi strutturali e da una manutenzione che, ancora una volta, non è stata effettuata in modo preventivo.
Casal Bruciato, la voce dei residenti: “Paghiamo, ma viviamo al gelo”
A dare corpo e voce alla protesta è anche la testimonianza di una residente, che nell’articolo viene indicata come “la signora Maria”. In un post pubblicato su Facebook, la donna esprime tutta la frustrazione di chi vive quotidianamente questa emergenza:
«È uno schifo. Ci stanno a far morire di freddo, però paghiamo case gelide».
Parole semplici ma durissime, che sintetizzano il sentimento di molti inquilini: l’affitto viene pagato regolarmente, ma il diritto a un’abitazione dignitosa viene meno.
Un problema strutturale, non un’emergenza improvvisa
Il caso di Casal Bruciato non può più essere liquidato come un guasto occasionale. I comitati parlano apertamente di problema strutturale, che si ripresenta ogni inverno senza una soluzione definitiva.
La richiesta è chiara: interventi immediati, risposte concrete e una programmazione seria degli impianti di riscaldamento, per evitare che centinaia di famiglie continuino a vivere nel freddo e nell’incertezza.


