Casal Bruciato, nomadi occupano parco in via Verdinois: tra discarica abusiva e refurtiva, i cittadini denunciano degrado e insicurezza crescente.
I problemi di sicurezza a Casal Bruciato non si arrestano con i furti nelle automobili. Anzi, secondo molti residenti, alla base dei fenomeni predatori potrebbe esserci l’occupazione abusiva del parchetto che affaccia su via Federico Verdinois. Diverse testimonianze segnalano la presenza stabile di un insediamento nomade, che avrebbe trasformato l’area verde in un rifugio indisturbato per refurtiva e materiali raccolti nei cassonetti, generando ulteriore degrado e insicurezza.
Discarica abusiva e il ritrovamento di refurtive a Casal Bruciato: il parco dimenticato di via Verdinois
L’area, completamente in balìa del degrado, si trova alle spalle del quartiere di Casal Bruciato e affaccia sull’autostrada “Strada dei Parchi”. Secondo quanto riportato dai cittadini, la competenza dell’area sarebbe in capo a Ferrovie dello Stato, che tuttavia non sembra occuparsene da tempo. È proprio questo abbandono istituzionale ad aver favorito, come già accaduto in altri quadranti della Capitale, l’insediamento di gruppi rom.
All’interno del parco, protetto dalla vegetazione e dalle barriere fonoassorbenti, si sarebbe creato un polo dell’illegalità: da una parte una vera e propria discarica abusiva, dall’altra un luogo di occultamento di oggetti rubati, talvolta anche di valore. La situazione, se confermata dalle autorità, potrebbe rappresentare un serio problema di ordine pubblico.
Martelloni (CdQ): “Questo spazio è inavvicinabile per i cittadini”
A denunciare la situazione è Stefania Martelloni, presidente del comitato “Casal Bruciato – Segnalazioni e Informazioni”. Le sue parole sono nette:
“Questo spazio per noi cittadini è inavvicinabile. Anche lunedì pomeriggio i nomadi ci hanno impedito di fare un sopralluogo con altri membri del CdQ. Per chiunque, e in particolare per le donne, è pericoloso: ci hanno insultati e minacciati. Alcuni di loro ci hanno persino provocati, probabilmente con l’intento di scatenare un tafferuglio”.
Martelloni sottolinea come il problema sia noto da tempo, ma che nulla sia stato ancora fatto. E rilancia un nuovo appello alle istituzioni.
Dentro al parco: cassaforte forzata e materiali ospedalieri
Il comitato ha documentato con immagini la situazione interna al parco. Le baracche, mimetizzate tra la vegetazione, si trovano in una posizione strategica: lontane dagli occhi dei passanti, ma vicine a parcheggi, uffici e palazzi. Un punto perfetto – denuncia Martelloni – per azioni criminali.
Tra i materiali rinvenuti, spiccano una cassaforte forzata, probabilmente smurata da un’abitazione della zona, e strumentazioni elettroniche sanitarie, forse rubate da strutture ospedaliere.
“Tutto lascia supporre che in quest’area venga abbandonata o depositata refurtiva sottratta nel quadrante della Tiburtina. Una situazione inquietante, aggravata dallo stato d’abbandono in cui versa il parco”.

Un pericolo anche ambientale: la discarica sotto l’autostrada che passa accanto a Casal Bruciato
Ma il degrado non si ferma qui. Oltre al rischio sicurezza, si aggiunge un evidente problema ambientale. All’interno del parco si è formata una discarica abusiva sempre più ampia, alimentata da operai edili abusivi e svuota-cantine che abbandonano costantemente mobilio, plastica, ferraglia e materiali infiammabili.
La situazione è ormai fuori controllo: una montagna di rifiuti in continuo aumento, che potrebbe facilmente diventare innesco per incendi dolosi, soprattutto con l’arrivo del caldo.
“Quando l’area sarà colma, qualcuno potrebbe appiccare le fiamme per bruciare tutto e liberare spazio. Le conseguenze sarebbero devastanti: incendi in piena area verde e fumi tossici respirati dai cittadini”, avverte il comitato.
Un appello urgente alle istituzioni del IV Municipio per Casal Bruciato
Il caso di via Verdinois è emblematico di come degrado e insicurezza possano crescere nell’indifferenza delle autorità, fino a diventare una minaccia concreta per la cittadinanza. I residenti chiedono interventi immediati: bonifica dell’area, ripristino della legalità e presidio costante da parte delle forze dell’ordine.


