Case popolari ERP di via Sebastiano Satta a Casal Bruciato con termosifoni non funzionanti

Casal Bruciato, emergenza calore: oltre 200 famiglie senza riscaldamenti. “Ogni anno la stessa storia”

A Casal Bruciato torna il dramma dei riscaldamenti spenti nelle case popolari. Oltre 200 famiglie tra ERP ed Enasarco denunciano guasti, mancate manutenzioni e zero risposte dalle ditte incaricate.

Ogni inverno, Casal Bruciato si ritrova punto e a capo. Come accaduto nel 2024, anche quest’anno il quartiere del IV Municipio vive il ritorno di un incubo ormai ricorrente: riscaldamenti spenti, caldaie che non partono, manutenzioni assenti e famiglie costrette a vivere al freddo già dai primi giorni di riaccensione prevista dal Comune di Roma.

Secondo il Comitato di Quartiere “Casal Bruciato – Segnalazioni e Informazioni”, almeno 200 famiglie sono oggi in difficoltà. Gli stabili coinvolti sono tre:

  • via Sebastiano Satta (ERP)
  • via Tommaso Smith (ERP)
  • via Cipriano Facchinetti (Enasarco)

Per tutti, il copione è sempre lo stesso: caldaie senza manutenzione preventiva, termosifoni che non si avviano, pezzi di ricambio in ritardo e assenza di tecnici nonostante decine di segnalazioni.

Casal Bruciato: il ritorno del dramma dei riscaldamenti spenti

La prima ad aver denunciato la situazione è Stefania Martelloni, presidente del Comitato di Quartiere. Lo racconta con amarezza, ma anche con una certa rassegnazione maturata negli anni:

“Come ormai avviene da anni, la casella e-mail del CdQ è tornata a esplodere di segnalazioni. Chi vive negli stabili ERP o Enasarco ci dice che i termosifoni sono spenti e le caldaie condominiali hanno problemi seri per la mancanza di manutenzione.”

La situazione, sottolinea, era ampiamente prevedibile. I residenti hanno avvisato per tempo gli enti competenti e la ditta incaricata degli interventi, che gestisce le manutenzioni negli stabili ERP.

Segnalazioni ignorate e nessun intervento tecnico

Le richieste inviate già dalla fine dell’estate

La Martelloni racconta come molti residenti avessero scritto già dalla fine dell’estate, sapendo benissimo quello che sarebbe accaduto:

“Prima di contattarci, tanti residenti avevano scritto alla ditta appaltatrice chiedendo controlli preventivi alle caldaie condominiali e ai termosifoni. Nessuno ha mai risposto, e nessuno ha mandato tecnici.”

Il punto critico è sempre lo stesso: manca la prova degli impianti prima dell’accensione del 15 novembre, come invece prevede la prassi per garantire il funzionamento dei sistemi di riscaldamento nelle case ERP.

Dal 15 al 21 novembre: famiglie al gelo e zero risoluzioni a Casal Bruciato

La data ufficiale di riaccensione dei riscaldamenti nelle case popolari è il 15 novembre. Ma quest’anno, come già nel 2023 e nel 2024, gli impianti non hanno mai ripreso regolarmente.

Oggi è il 21 novembre e – denuncia il Comitato – “non si è visto neanche l’ombra dei tecnici”.
Decine di persone hanno provato a chiamare il numero verde della ditta concessionaria, senza ottenere risposte concrete.

Nel frattempo, all’interno degli alloggi le temperature restano molto basse, con anziani, bambini e persone fragili che affrontano l’inverno senza riscaldamenti funzionanti.

Una storia che va avanti da decenni

Riparazioni tampone e impianti mai sostituiti

Le parole della presidente Martelloni non lasciano spazio ai dubbi:

“Alcuni problemi vanno avanti da decenni. In passato sono state fatte solo riparazioni temporanee per far ripartire i termosifoni per qualche settimana. In questi anni si sarebbe dovuto intervenire con una sostituzione degli impianti, che purtroppo non è mai avvenuta.”

Il risultato è un sistema fatiscente che cede puntualmente con l’arrivo dell’inverno.

Il quadro generale: 200 famiglie, tre stabili e nessuna risposta a Casal Bruciato

Casal Bruciato vive un disagio strutturale e ormai cronico: 200 famiglie senza riscaldamento tra via Satta, via Smith e via Facchinetti.
Un problema che mette in luce, ancora una volta, la fragilità della gestione degli impianti nelle case popolari romane.

Il Comitato di Quartiere chiede un intervento immediato, una pianificazione seria degli impianti e soprattutto risposte dagli enti responsabili e dalla ditta incaricata.

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