Dopo la ripresa post-Covid, ATAC registra un calo degli introiti nel 2024. Santori (Lega): servono più controlli, qualità e strategie di fidelizzazione.
ATAC torna sotto i riflettori per i dati sugli introiti relativi al periodo 2018-2024. A lanciare l’allarme è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che parla di “quadro preoccupante” a seguito dell’audizione dei vertici aziendali di ATAC SpA in Commissione Bilancio.
I dati dell’Atac dal 2018 al 2024
Secondo quanto emerso, il Covid ha segnato un tracollo negli incassi: nel 2020 e 2021 i ricavi si sono fermati a 134 milioni di euro, ben al di sotto della media storica. Negli anni successivi si era assistito a una ripresa: 214 milioni nel 2023, ma il 2024 si è chiuso in calo a 203 milioni, segno che la ripresa non si è consolidata.
“Questo dimostra che persistono criticità strutturali che non possiamo ignorare”, ha sottolineato Santori.
Cause della crisi in Atac: smart working ed evasione
Il capogruppo della Lega evidenzia come lo smart working abbia ridotto l’uso quotidiano dei mezzi pubblici, penalizzando in particolare gli abbonamenti mensili e annuali. A trainare i ricavi restano i biglietti singoli, indice di un’utenza sempre più occasionale e poco fidelizzata.
Un’altra criticità riguarda l’evasione del titolo di viaggio, più diffusa nelle periferie, dove i controlli sono ancora carenti. Inoltre, il segmento Metrebus Lazio è “fermo da anni” senza crescita significativa.
Le proposte per rilanciare ATAC
Per Santori, la soluzione passa da un piano strutturale.
Più controlli e sicurezza
Servono più controlli serali e in periferia, con maggiore supporto agli operatori.
Fidelizzazione degli utenti
Il consigliere propone politiche innovative di fidelizzazione, con abbonamenti flessibili, strumenti integrati e campagne mirate.
Qualità del servizio
Fondamentale migliorare la qualità e la competitività del trasporto pubblico per non perdere ulteriori ricavi.
Santori cita la campagna under 19 a 50 euro come un passo positivo, ma insufficiente se non accompagnato da una strategia complessiva.
“Il 2025 deve essere l’anno della ripresa strutturale. Noi continueremo a vigilare e a proporre soluzioni concrete in Aula e nelle Commissioni, perché Roma ha bisogno di un trasporto pubblico affidabile, moderno e sostenibile, non di una lenta agonia che pesa sulle tasche dei cittadini e sulla competitività della Capitale”, conclude Santori.


