Ascensori davanti alla stazione di Ostia Antica e foto del consigliere Giuseppe Conforzi

Ascensori Ostia Antica, Conforzi scrive alla Corte dei Conti dopo il caso della carrozzina bloccata

Dopo le difficoltà riscontrate da Andrea Fiorini con una sedia a rotelle elettrica durante l’inaugurazione degli ascensori sul ponte pedonale di Ostia Antica, Giuseppe Conforzi chiede verifiche alla Corte dei Conti sulla reale accessibilità dell’opera.

A Ostia Antica il caso degli ascensori sul ponte pedonale davanti alla stazione Metromare arriva all’attenzione della Corte dei Conti. Dopo l’inaugurazione dell’opera, attesa da anni per superare le barriere architettoniche, e dopo le difficoltà riscontrate da una persona con disabilità durante le prime prove, Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, ha inviato una comunicazione formale alla Procura Generale della Corte dei Conti per chiedere verifiche sulla reale fruibilità e accessibilità dell’infrastruttura.

Il punto non riguarda la necessità dell’opera, che per il quartiere era evidente da tempo. Il nodo, oggi, è un altro: capire se gli ascensori inaugurati a Ostia Antica, finanziati e realizzati per consentire il superamento delle barriere architettoniche, siano davvero utilizzabili in modo pieno e sicuro dalle persone con disabilità motorie, dagli anziani, da chi si muove con ausili elettrici o da chi ha bisogno di un accompagnatore.

La vicenda nasce da quanto accaduto durante la giornata inaugurale dei nuovi impianti installati sul ponte pedonale di via della Stazione di Ostia Antica, davanti alla fermata della Metromare. Durante una delle prime prove, Andrea Fiorini, cittadino e attivista impegnato sui temi dell’accessibilità, ha incontrato difficoltà nell’utilizzo dell’ascensore con il proprio ausilio elettrico per la mobilità, soprattutto nella fase di uscita dalla cabina sul livello superiore del ponte.

Ostia Antica, dal taglio del nastro alla richiesta di verifiche

Quella che doveva essere una giornata di soddisfazione per il territorio si è trasformata, nel giro di pochi minuti, in un caso tecnico e amministrativo. Gli ascensori erano stati presentati come la risposta a un problema storico di Ostia Antica: il collegamento pedonale tra i due lati della strada, la stazione Metromare e il quadrante che conduce verso il Parco Archeologico, per anni difficile o impossibile per chi non poteva utilizzare le scale del ponte.

L’opera, dunque, era ed è importante. Sarebbe sbagliato negarlo. Ma proprio perché si tratta di un intervento nato per garantire accessibilità, quanto emerso durante la prima prova assume un peso maggiore. Una persona in sedia a rotelle elettrica non deve semplicemente poter entrare in ascensore. Deve poter uscire, manovrare, raggiungere la passerella, completare l’attraversamento e utilizzare l’infrastruttura senza ostacoli.

È su questo punto che si concentra la lettera inviata da Conforzi. La richiesta non contesta il valore dell’intervento e non mette in discussione la necessità di dotare il ponte pedonale di sistemi di accessibilità. Al contrario, chiede di verificare se l’opera realizzata risponda davvero alle finalità per cui è stata progettata e finanziata.

Ostia Antica, la PEC di Conforzi alla Corte dei Conti

Nella comunicazione, indirizzata alla Procura Generale della Corte dei Conti e inviata per conoscenza anche al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, all’assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture Ornella Segnalini, al presidente del Municipio Roma X Mario Falconi, al direttore municipale Marcello Visca, al Dipartimento SIMU e al X Gruppo Mare della Polizia Locale, Conforzi ricostruisce le criticità emerse durante l’inaugurazione degli ascensori.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X richiama l’attenzione degli enti competenti sul fatto che l’intervento è stato promosso con l’obiettivo di migliorare il superamento delle barriere architettoniche e rendere pienamente accessibile il collegamento pedonale tra i due lati di via della Stazione di Ostia Antica. Un collegamento importante per residenti, pendolari, persone con disabilità, famiglie e turisti.

Secondo quanto riportato nella lettera, durante la giornata inaugurale Andrea Fiorini avrebbe incontrato difficoltà nell’utilizzo dell’elevatore con il proprio ausilio elettrico, in particolare nella fase di uscita dalla cabina sul livello superiore del ponte pedonale. Una circostanza che, al netto di ogni successiva valutazione tecnica, pone una domanda molto concreta: se un’opera nasce per abbattere le barriere architettoniche, può dirsi pienamente riuscita quando alcuni ausili elettrici incontrano problemi di manovra?

Le criticità segnalate sugli ascensori di Ostia Antica

Le criticità indicate nella comunicazione riguardano diversi aspetti della fruibilità degli impianti. Il primo tema è quello degli spazi di manovra per alcune tipologie di sedie a rotelle elettriche o per ausili più grandi rispetto allo standard. È un elemento decisivo, perché la disabilità motoria non può essere misurata su un solo modello teorico di carrozzina o su una condizione ideale di utilizzo.

Il secondo aspetto riguarda la possibile difficoltà di accesso contemporaneo per gli accompagnatori nei casi in cui la carrozzina o l’ausilio utilizzato siano particolarmente ingombranti. Anche questo non è un dettaglio. Molte persone con disabilità non si muovono da sole, oppure hanno bisogno di assistenza durante gli spostamenti. Se l’ascensore non consente una gestione agevole anche in questi casi, la sua accessibilità reale rischia di essere più limitata rispetto a quella formale.

C’è poi il tema dei tempi di percorrenza e della ventilazione interna delle cabine. Durante le prove erano già emersi dubbi sulla lentezza degli impianti e sulla possibile scarsa aerazione, soprattutto nei mesi più caldi. Per un utente senza particolari fragilità può sembrare un aspetto secondario. Per una persona anziana, per chi soffre gli ambienti chiusi o per chi ha difficoltà motorie importanti, invece, anche pochi secondi in più in una cabina poco ventilata possono incidere sulla qualità e sulla sicurezza dell’utilizzo.

Un’opera attesa da anni e costata circa 450 mila euro

La richiesta di verifiche assume ulteriore rilievo anche per un altro motivo: l’opera di Ostia Antica è arrivata dopo un lungo iter amministrativo e realizzativo, segnato negli anni da attese, sollecitazioni, ritardi e richieste di chiarimento da parte del territorio. Gli ascensori sul ponte pedonale erano considerati da tempo un intervento indispensabile per rendere più accessibile una zona attraversata ogni giorno da residenti, pendolari e visitatori.

Secondo quanto richiamato nella comunicazione, l’investimento economico sostenuto per la realizzazione degli ascensori è stato quantificato pubblicamente da Roma Capitale in circa 450 mila euro. Una cifra che rende ancora più rilevante il tema della piena corrispondenza tra l’obiettivo dichiarato dell’opera e il suo effettivo utilizzo da parte degli utenti più fragili.

La questione, quindi, non è se il ponte pedonale di Ostia Antica avesse bisogno degli ascensori. La risposta è sì. La questione è se gli ascensori realizzati siano davvero in grado di garantire quella piena accessibilità che l’intervento prometteva. In altre parole: non basta che l’opera esista, bisogna che funzioni davvero per le persone per cui è stata pensata.

Accessibilità formale e accessibilità reale

Il caso di Ostia Antica apre un tema più ampio, che riguarda molte opere pubbliche realizzate per superare le barriere architettoniche. L’accessibilità non può essere ridotta alla presenza di un impianto, di una rampa o di un ascensore. Deve essere verificata nella pratica, attraverso l’utilizzo concreto da parte delle persone con disabilità, con ausili diversi, in condizioni reali e non solo sulla carta.

La differenza tra accessibilità formale e accessibilità reale è tutta qui. Un’infrastruttura può risultare realizzata, collaudata e inaugurata, ma rivelare criticità nel momento in cui viene utilizzata da chi dovrebbe beneficiarne quotidianamente. Per questo la richiesta di verifiche tecniche e amministrative non appare come un passaggio secondario, ma come un atto necessario per chiarire se siano necessari correttivi, adeguamenti o ulteriori valutazioni.

Ostia Antica, ora la parola passa agli enti competenti

Conforzi, nella sua comunicazione, chiede che vengano svolte tutte le verifiche tecniche e amministrative ritenute necessarie per accertare il livello effettivo di accessibilità e fruibilità degli ascensori di Ostia Antica. La richiesta è rivolta agli enti competenti e chiama in causa il senso stesso dell’intervento: un’opera pubblica finanziata per abbattere le barriere architettoniche deve poter essere utilizzata realmente dalle diverse categorie di utenti a cui è destinata.

Adesso la palla passa alle istituzioni. Roma Capitale, il Municipio X e gli uffici tecnici dovranno chiarire se quanto emerso durante l’inaugurazione sia un problema limitato a una specifica condizione di utilizzo o se, invece, siano necessari approfondimenti più strutturali sugli spazi di manovra, sulle cabine, sui percorsi di uscita e sulla piena fruibilità degli impianti.

A Ostia Antica gli ascensori sul ponte pedonale rappresentano un risultato atteso da anni. Ma proprio per questo non possono trasformarsi in un’opera accessibile solo in teoria. La vera prova non è il taglio del nastro. La vera prova è una persona con disabilità che riesce a salire, uscire, attraversare il ponte e raggiungere la stazione o il quartiere senza restare bloccata davanti alla porta.

 

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