Ad Acilia Sud partono i cantieri del parcheggio di scambio della Roma-Lido, annunciati da Il Messaggero. Ma cittadini e comitati contestano l’impatto ambientale e chiedono alternative già previste da una delibera del 2021.
Negli ultimi giorni Acilia Sud è tornata al centro del dibattito pubblico dopo l’annuncio dell’avvio dei cantieri del parcheggio di scambio a servizio della Roma-Lido, infrastruttura attesa da anni e presentata come un intervento strategico per la mobilità del quadrante sud-ovest di Roma. La notizia è stata rilanciata dall’edizione cartacea de Il Messaggero del 29 dicembre 2025, che ha ricostruito l’iter dell’opera e illustrato i numeri del progetto.
Accanto alla narrazione istituzionale, che parla di rigenerazione urbana e incremento del verde pubblico, si è però aperto un fronte critico sempre più strutturato. Residenti e associazioni denunciano una distanza profonda tra la comunicazione “green” del Campidoglio e le conseguenze reali che l’intervento potrebbe produrre sul tessuto ambientale e sociale di Acilia Sud.
Acilia Sud e il parcheggio Roma-Lido: cosa prevede il progetto
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il parcheggio di scambio della stazione Acilia Sud/Dragona sulla linea Roma-Lido prevede 152 posti auto, 43 stalli per le due ruote, spazi dedicati alle persone con disabilità e un aumento delle superfici verdi. L’intervento, il cui iter amministrativo parte dal 2015, è stato più volte rivisto anche per adeguarlo a criteri ambientali e inserirlo nel perimetro delle opere connesse al Giubileo.
L’assessorato capitolino ai Lavori Pubblici ha parlato di un progetto migliorato e sostenibile, capace di incrementare il verde e salvaguardare le alberature di pregio. Una narrazione che punta a rafforzare l’idea di un’opera necessaria per Acilia Sud.
Le critiche dei cittadini: “Questa non è una vera operazione green”
A questa impostazione risponde in modo netto Alessandra Casino, del Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità, che ha diffuso un comunicato destinato a riaprire il dibattito sul progetto.
«Gli alberi non sono arredi urbani che si prendono e si spostano a piacimento, senza alterare l’ecosistema», afferma Casino, contestando la scelta di intervenire sul bosco di querce presente nell’area.
Secondo il Comitato, per la realizzazione di una corsia aggiuntiva destinata alla manovra dei bus, ritenuta non essenziale, sarebbe previsto lo spostamento di 21 alberi e l’abbattimento di almeno 31 alberi di altre specie, con un impatto significativo sull’ecosistema esistente di Acilia Sud.
Ecosistema, microclima e qualità della vita ad Acilia Sud
Nel documento si sottolinea come quelle alberature svolgano una funzione ambientale precisa: proteggono gli edifici da vento, intemperie e salsedine e garantiscono una mitigazione naturale delle temperature. La loro rimozione comporterebbe la perdita di visuali verdi e di biodiversità, sostituite da asfalto drenante e superfici pavimentate.
Il Comitato richiama inoltre il tema delle isole di calore: ogni grande area parcheggio genera un aumento delle temperature a causa delle superfici impermeabili e del metallo delle auto. La ripiantumazione di alberi giovani, anche se numericamente rilevante, produrrebbe benefici comparabili solo dopo 15, 20 o 30 anni.
L’alternativa dimenticata: la delibera del 2021 sull’ex deposito ATAC di Acilia
Un altro punto centrale della critica riguarda l’esistenza di un’alternativa già formalizzata. Una delibera del 2021 prevedeva infatti la realizzazione del parcheggio nell’area dell’ex deposito ATAC, acquistata dal Comune di Roma per 1,5 milioni di euro.
Perché questa soluzione sia stata accantonata non è stato chiarito in modo esaustivo. Ed è proprio su questo passaggio che si concentra l’accusa di una “narrazione finta green”: se esiste un’area già infrastrutturata, perché intervenire su un ecosistema naturale ancora funzionante di Acilia Sud?
Cosa dovrebbe fare ora il Comune di Roma
Dopo critiche così articolate, il tema non è più solo la realizzazione dell’opera, ma il metodo con cui viene portata avanti. Il Comune di Roma e gli Assessorati ai Lavori Pubblici e alla Mobilità dovrebbero innanzitutto garantire piena trasparenza sugli atti aggiornati del progetto, chiarendo nel dettaglio l’impatto sulle alberature e le ragioni dell’esclusione dell’area ex ATAC.
Appare inoltre necessario un confronto pubblico reale, con la partecipazione dei tecnici e la presentazione di dati verificabili, per ricostruire un rapporto di fiducia con i residenti di Acilia Sud.
Infine, se la sostenibilità ambientale è davvero un obiettivo, sarebbe opportuno aggiornare e rendere pubblica una valutazione dell’impatto microclimatico, spiegando gli effetti concreti che l’intervento produrrà nel breve e medio periodo.
Acilia Sud tra mobilità, ambiente e scelte politiche
Il caso del parcheggio di Acilia Sud va oltre il singolo cantiere. Riguarda il rapporto tra istituzioni e territorio, tra annunci e realtà, tra mobilità e tutela ambientale. La risposta del Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità dimostra l’esistenza di una cittadinanza attenta e informata.
Il confronto resta aperto. Ed è proprio dalla qualità di questo confronto che si misurerà la credibilità delle politiche pubbliche su mobilità e sostenibilità nella periferia romana.



1 commento su “Acilia Sud, parcheggio Roma-Lido al via tra cantieri e polemiche: la “narrazione green” sotto accusa”
La ragione primaria per cui non è stato accettato il nostro progetto è che l’ufficio mobilità ha scritto un parere negativo perché mancante della corsia riservata ai mezzi pubblici.
chiaramente questa è una grande scusa perché non c’è nessuna regola del codice della strada che impone in un parcheggio di scambio questa condizione.
considerando poi che un progetto sempre del comune di Roma prevede di mettere dentro il parcheggio di Ostia Antica due fermate di autobus che non avranno una corsia riservata. Tutto ciò fa capire quanto sia quello un parte “ad hoc”, una scusa per non dover annullare il loro progetto annullare la gara e pagare la multa alla ditta che ha Vinto l’appalto. Comunque oltre a essere un parere non basato su criteri dettati dal codice della strada è un parere che va contro i criteri ambientali minimi CAM legge dello Stato che obbligano a mantenere aree verdi quando si fanno opere del genere. Totale toglieranno quest’area verde e per darcene una anche più grande tra 20 o 30 anni quel parcheggio sarà una isola di calore sia per il tipo di alberi che hanno scelto sia per la loro disposizione che mai creerà un’ombra necessaria ad evitare una concentrazione di CALORE.